Palazzo Trivelli, nuova vita fra mostre, eventi e cultura
I progetti del conte Vittorio e di sua moglie, l’attrice e giornalista Isabelle Adriani «Daremo spazio alle idee e alla storia del territorio con rispetto e amore»
Adriano Arati
REGGIO EMILIA. Un riferimento per la città, un luogo di cultura, di mostre, di eventi. Punta il alto il progetto di riqualificazione e rinnovamento di palazzo Palazzi Trivelli, lo storico complesso nel cuore del centro, in piazza San Giovanni in cui probabilmente soggiornò anche Dante Alighieri.
Per decenni utilizzato come sede di uffici della Provincia, nel 2020 è stato acquistato dal conte Vittorio Palazzi Trivelli, discendente dell’antichissima famiglia nobiliare a cui l’edificio deve il nome.
Ora Vittorio e la moglie Isabelle Adriani, attrice e giornalista che spazia fra Italia e gli Usa, vogliono disegnare una nuova veste per il palazzo, per la piccola piazzetta e per tutta l’area, che lo porti a diventare un riferimento pubblico per la cittadinanza e per le realtà culturali e solidali. Oltre agli uffici e agli spazi riservati alle attività imprenditoriali dei titolari, si punta a utilizzare molti ambienti per momenti formativi e soprattutto per eventi.
Senza scordare la storia di famiglia: fra le mura vi sarà ampio spazio anche per un museo dedicato al millenario percorso della famiglia Palazzi Trivelli, nobili bresciani che nei secoli hanno avuto ruoli importanti nelle vicende italiane, in dialogo con imperatori, papi, governatori.
«Stiamo ragionando su una ridistribuzione funzionale degli spazi che tenga conto della storia, non solo della famiglia, poiché in realtà, la storia di famiglia si intreccia costantemente con la storia del territorio, così amato dalla famiglia Palazzi Trivelli», racconta Isabelle Adriani, che al palazzo ha dedicato ha dedicato anche un approfondimento su Rai Cultura e ora è impegnata attivamente con Vittorio nelle varie fasi operative.
L’idea di fondo rimane quella di trasformare la zona in un luogo che tutti i reggiani possano conoscere e fruire, in occasione dei vari appuntamenti.
«Cercheremo di dare spazio alle idee, non solo alle nostre, ma alla cultura ed alla storia del territorio con il rispetto e l’amore che merita. Nel palazzo è presente anche una bellissima sala conferenze con volte trecentesche, dove accoglieremo corsi e lectio magistralis, e stiamo pensando anche a uno spazio in cui accogliere eventi, con la possibilità di esporre opere e di fare lezioni di cinema, teatro e spettacoli», continuano i conti parlando dei progetti per il pian terreno.
A questo pacchetto si aggiungerà poi uno spazio museale incentrato ai Palazzi Trivelli, dal Medioevo al Ventesimo secolo, fra primo e secondo piano, in cui esporre anche le opere d’arte raccolte dalla famiglia nel tempo. A partire da Corrado da Palazzo citato dallo stesso Dante nella Divina Commedia, nel canto XVI del Purgatorio insieme a Guido da Castello.
L’elenco è lungo: spicca la biografia di «Corrado che fu ViceRe di Carlo I d’Angiò, Re di Francia e di altri membri della famiglia che parteciparono a numerosi eventi e battaglie fra cui la battaglia di Lepanto nel 1571, e che furono importanti personaggi alle corti dell’Imperatore Massimiliano I in Germania, e dell’imperatrice Eleonora di Vienna, di Sforza e Gonzaga». Anche il 1800 e il 1900 portano nomi prestigiosi.
Giambattista Venturi, ministro di Napoleone, letterato, studioso ed economista, il conte Giacomo Trivelli, facoltoso commerciante di sete, alla contessa Leocadia Palazzi Trivelli, figlia di Venturi, grande figura dell’800 reggiano.
Fondatrice degli Artigianelli e della scuola di musica Peri, creata nel nome del suo maestro di pianoforte (lo strumento si trova nel palazzo), ha frequentato Verdi, Liszt, Pascoli, tutti ospiti del palazzo così come Camillo Prampolini, uno dei padri del socialismo italiano, legato alla famiglia e amico di Giorgio Palazzi Trivelli, ultimo sindaco socialista reggiano prima de fascismo.
Da citare anche Vittorino Palazzi Trivelli, fra i fondatori della Reggiana e del Raci, quello che oggi è conosciuto come Aci. —
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