Navigare, nessun dietrofront sugli 82 licenziamenti
La consigliera regionale Stefania Bondavalli ha presentato una risoluzione «Adesso bisogna creare percorsi celeri di ricollocazione del personale»
Rio Saliceto. Nessun dietrofront sul licenziamento di 82 dipendenti della Manifattura Riese, nota in tutto il mondo per il marchio “Navigare”. L’azienda in gennaio si è trasferita a Carpi, pur mantenendo la sede legale a Rio Saliceto. La proprietà, pur dando segnali sul mantenimento in vita del marchio, ha aperto «in modo unilaterale una procedura di licenziamento collettivo», comunicano i sindacati, che più volte hanno chiesto venga ritirata. Nessun segnale di ripensamento, tuttavia, proviene dall’azienda.
La protesta
Alla mobilitazione di ieri mattina gli addetti erano presenti indossando la maglietta griffata “Naufragare”: un chiaro riferimento alla mancata volontà di conservare i rapporti contrattuali con chi lavora in azienda anche da svariati anni. «Se in presenza del blocco dei licenziamenti, senza ragioni apparenti, si procede a un licenziamento collettivo di 80 lavoratori, cosa accadrà dopo il 30 giugno?», si chiedono gli addetti. Sul caso interviene la consigliera regionale Stefania Bondavalli.
In regione
C’è la tutela dei posti di lavoro della Manifattura Riese al centro della risoluzione presentata dalla consigliera del gruppo “Bonaccini Presidente”, che prende in esame quanto sta accadendo alla storica azienda della moda. Nel dispositivo, Bondavalli chiede alla giunta di proseguire nell’impegno ad attivarsi presso il ministero per lo Sviluppo economico affinché venga delineata una soluzione in merito alla liquidazione della Manifattura Riese.
«Il 25 luglio – spiega la consigliera Bondavalli – dovrebbero partire le procedure di licenziamento collettivo per 82 dipendenti, come comunicato dalla nuova proprietà, Luchi Fiduciaria, che aveva rilevato Manifattura Riese dal fondo Consilium e che ha inoltre riferito ai sindacati di non essere intenzionata a mantenere in attività l’azienda stessa, in liquidazione dallo scorso 29 aprile. Una vicenda che comporta la perdita di posti di lavoro, in particolare femminili, andando così ad acuire il già marcato svantaggio di genere nel mondo del lavoro, accresciuto nel corso del periodo della pandemia. In merito, ho chiesto alla giunta di favorire la creazione di percorsi celeri di ricollocamento dei settori più colpiti dalla crisi, come quello della moda». —
S.A.
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