Sindacalista ucciso a Novara. Sciopero generale della Fiom
Le tute blu di Reggio Emilia mercoledì 23 giugno incrociano le braccia dopo la morte di Adil Belakhdim. «È solo l’ultimo episodio che vede vittima un lavoratore che lotta per i diritti»
REGGIO EMILIA. «L’omicidio di Novara è solo l’ultimo episodio di una serie che vede vittima i lavoratori, ormai non più solo di infortuni sul lavoro, ma anche della violenza nei loro confronti durante lotte per la difesa di diritti che dovrebbero invece essere protetti e garantiti dallo Stato». Così dalla Fiom di Reggio Emilia annunciano la proclamazione di uno sciopero generale di tutti i metalmeccanici della nostra regione per le due ultime ore del turno di mercoledì 23 giugno. Una protesta organizzata in seguito alla morte del sindacalista Adil Belakhdim, investito venerdì a Biandrate da un tir mentre manifestava davanti al centro di distribuzione dell'azienda Lidl, nel Novarese.
La Fiom di Reggio Emilia invita tutti i metalmeccanici reggiani ad aderire allo sciopero in segno di solidarietà nei confronti della famiglia e dei compagni di lotta di Belakhdin e per manifestare il rifiuto dell’imbarbarimento delle relazioni industriali in questo Paese. «Il mondo degli appalti – aggiungono dalla Fiom di Reggio – è la dimostrazione che il mercato lasciato a se stesso, senza vincoli sociali esterni e senza regole, porta ad una competizione tale che trasforma le relazioni sociali in una barbarie, fatta di soprusi, sfruttamento e violenza contro le persone».
I metalmeccanici saranno in piazza anche il 26 giugno insieme a Cgil, Cisl e Uil, con una grande manifestazione a Firenze. «Da quando il Governo Berlusconi nel 2001 abrogò la parità di trattamento negli appalti prevista da una normativa del 1960, la catena dei subappalti si è trasformata nuovamente in uno strumento di riduzione del costo del lavoro attraverso il dumping, l’elusione delle legge e nei fatti agevolando l’infiltrazione delle organizzazioni criminali – dichiara Simone Vecchi, segretario della Fiom Cgil di Reggio Emilia – senza la reintroduzione della parità di trattamento, senza porre un vincolo alle imprese che tuteli le condizioni dei lavoratori, non potremo che avere sempre più infortuni, sfruttamento, violenza sulle persone, una giungla sociale opposta alla società in cui ogni persona auspica di poter vivere e lavorare». In questi giorni sono state una ventina le aziende della nostra provincia in cui le Rsu Fiom hanno proclamato spontaneamente fermate in sciopero per manifestare la propria solidarietà e la propria indignazione per l’uccisione di Adil avvenuto durante un presidio davanti ai cancelli.
«Il Governo Draghi è stato velocissimo a garantire sussidi a pioggia alle imprese – conclude Vecchi – molto più lento a istituire ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori che oggi non li hanno, ed è immobile nello sforzo di dare lavoro a chi oggi non ce l’ha, soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia. Se il Governo Draghi vuole rilanciare il Paese liberalizzando ancora di più il mercato, la direzione è quella sbagliata, e noi ci opporremo. Serve più Stato, maggior investimento pubblico e meno soldi a pioggia alle imprese».
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