Smantellato il “discount” dell’eroina La polizia arresta altri dieci spacciatori
Nuovo colpo alla banda composta in prevalenza da nigeriani che vende droga a prezzi stracciati in zona stazione
Ambra Prati
REGGIO EMILIA. Avevano inondato la piazza dello spaccio reggiano di eroina thailandese o eroina “bianca” a prezzi stracciati, sbaragliando la concorrenza e conquistando il monopolio grazie a un filo diretto con i Paesi produttori. L’operazione “Black friday” – chiamata così proprio per la vendita da saldi – della Squadra Mobile ha sgominato un’organizzazione criminale composta soprattutto da nigeriani.
LE misure
Tirando le fila di due anni d’indagine, nella notte tra lunedì e martedì la polizia di Stato, insieme al Reparto Prevenzione Crimine, ha eseguito dieci ordinanze di misura cautelare, ottenute dal pm Iacopo Berardi e firmate dal Gip Andrea Rat, nei confronti di spacciatori nigeriani (ma anche ghanesi, pakistani e un tunisino): tutti residenti in città (tranne un pakistano domiciliato a Rolo) e tutti accusati di traffico di sostanza stupefacente (eroina, ma pure cocaina e metanfetamine, il cosiddetto shaboo). Sei soggetti ora sono detenuti alla Pulce, due ai domiciliari mentre due sono latitanti. A questi dieci occorre aggiungere l’arresto, in due diversi filoni paralleli, di altri 18 spacciatori. Nel complesso sono stati sequestrati 5,5 chili di stupefacente: 1,5 chili di eroina, 150 grammi di cocaina, 3,5 chili di metanfetamina (prodotta in Nigeria e nascosta in tuberi) e 40mila euro in contanti.
LA PIAZZA
L’indagine ha preso il via nel 2019 da singoli arresti e da una constatazione che saltava all’occhio nel monitoraggio dell’area calda dello spaccio, cioè la stazione storica e piazzale Europa: sul mercato c’era una gran quantità di eroina thailandese, di buona qualità, venduta a prezzi concorrenziali. Gli inquirenti hanno cercato di capire come fosse possibile. Si è fatto ampio uso dell’arresto differito, metodo che necessita dell’autorizzazione della Procura: man mano che si scovavano i singoli pusher, anziché bloccarli, veniva sequestrata la “merce” e documentate le cessioni, in modo che i poliziotti potessero risalire la filiera.
GLI ARRESTI
Il primo di questi “pesci piccoli” è stato un 53enne pedinato fino a Mantova, il 30 maggio 2020, dove si era recato ad acquistare cocaina da un pakistano per 40mila euro. Un’altra pista emersa seguendo i nigeriani è stata quella della sostanza sintetica, lo shaboo: in questo caso l’emergenza Covid ha giocato a favore degli inquirenti perché il bagaglio, proveniente da Lagos, anziché essere consegnato al corriere è stato dirottato in un altro aeroporto, finendo in mano alle autorità. Stralciati dall’inchiesta principale i due filoni secondari (cocaina e shaboo), i poliziotti hanno ricostruito il livello intermedio dell’organizzazione capeggiata da nigeriani. Nel blitz notturno sono state eseguite undici perquisizioni domiciliari: non è stata rinvenuta altra droga. Oggi inizieranno gli interrogatori di garanzia degli arrestati, che proseguiranno a oltranza in modo da finire entro la settimana. —
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