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l’emergenza coronavirus 

Taglio delle dosi Pfizer, allarme rientrato. In bilico le somministrazioni ai turisti

Leonardo Grilli
Taglio delle dosi Pfizer, allarme rientrato. In bilico le somministrazioni ai turisti

Dalla struttura commissariale arrivano rassicurazioni: il calo sarà del 5%. Donini: «Così il problema è affrontabile»

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REGGIO EMILIA. Allarme rientrato – almeno per adesso – sul temuto taglio delle forniture di vaccino a marca Pfizer previste per luglio. Una riduzione che si temeva sarebbe stata del 50 per cento, quota che avrebbe messo in ginocchio l’andamento di tutta la campagna vaccinale regionale e italiana.

E che invece, secondo una nota diffusa alla stampa dalla struttura commissariale, dovrebbe essere solo del 5 per cento.

Ma procediamo con ordine. Martedì mattina durante la visita nel Reggiano, e successivamente ieri a Porretta, nel Bolognese, l’assessore alla Sanità dell’Emilia-Romagna e coordinatore di commissione in Conferenza delle regioni, Raffaele Donini, aveva espresso delle fortissime preoccupazioni: «Se questo taglio sarà confermato rischiamo di azzoppare la campagna vaccinale e di dover bloccare le prenotazioni».

Un allarme, alimentato da fonti considerate attendibili, che si è rapidamente diffuso fra tutti gli assessorati regionali della Penisola. Il taglio di dosi Pfizer per luglio pareva oscillare fra il 40 e il 50 per cento, tanto che l’Emilia-Romagna si stava già preparando a fermare le nuove prenotazioni.

«Non mettiamo in discussione mai le seconde dosi», aveva assicurato però Donini: «È chiaro che la priorità per noi è sempre quella dall’inizio della campagna. Certamente da parte delle Regioni c’è preoccupazione e c’è un’evidente fibrillazione sulle proiezioni di forniture di vaccini. Speriamo nelle prossime 24-48 ore di avere notizie più confortanti su una gestione che chiediamo sia nazionale rispetto ad un problema che riguarda tutte le Regioni».

Poi, a poche ore dalle dichiarazioni dell’assessore e a interlocuzione già avviata con il Governo, la nota diffusa dalla struttura commissariale per la gestione della pandemia: per il mese di luglio è prevista la disponibilità di un quantitativo di circa 14,5 milioni di dosi di vaccino a mRna in Italia, nello specifico 12,1 milioni di Pfizer e 2,4 di Moderna. La differenza tra le consegne di giugno e quelle di luglio quindi, prendendo in considerazione questi numeri, sarà di 0,8 milioni di dosi in meno, pari al 5 per cento circa. Una riduzione che dovrebbe garantire anche le vaccinazioni eterologhe per gli under 60 che hanno fatto come prima dose il vaccino AstraZeneca.

Cifre che confortano Donini: «Se il problema è davvero di questa portata è affrontabile e siamo soddisfatti di quanto ci è stato comunicato. In quanto coordinatore della commissione salute avevo presentato al Governo le preoccupazioni di tutte le Regioni circa un possibile taglio del 50 per cento delle forniture e ora, a fronte di questa nuova nota stampa, ho chiesto anche una comunicazione formale. Abbiamo bisogno di sapere in via ufficiale quante dosi arriveranno e come saranno distribuite».

Prosegue intanto «il lavoro fatto insieme al Governo e al generale Figliuolo per centrare un obiettivo comune: vaccinare il maggior numero di persone possibile, per raggiungere al più presto la protezione di comunità. Voglio ricordare ancora una volta, anche alla luce della circolazione di nuove varianti, che vaccinarsi è un’opportunità per la tutela della propria salute e un atto di responsabilità nei confronti degli altri».

Anche con i numeri diffusi ieri dal Cts, però, a essere in bilico sono ancora le somministrazioni di vaccino anti Covid ai turisti, che l’Emilia-Romagna si era detta disponibile a effettuare a patto di avere un adeguato numero di dosi. Decisive saranno le prossime forniture. —

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