Un monopolio creato grazie a un filo diretto con i rifornitori
REGGIO EMILIA. Un mix di abile marketing, diffondendo la voce tra la clientela che quella merce fosse la migliore al miglior prezzo possibile; la “cresta” sulle dosi, che pesavano 0,7 o 0,8 nonostante venissero vendute come un grammo agli ignari acquirenti; e soprattutto un rifornimento diretto dai produttori, saltando quei passaggi intermedi che fanno lievitare e talvolta decuplicare il costo della droga.
È quanto hanno scoperto nell’ambito dell’operazione battezzata Black Friday gli uomini della Squadra Mobile guidati da Guglielmo Battisti, che hanno indagato sul modo di muoversi dei nigeriani specialisti in eroina bianca: la droga veniva proposta allo stesso prezzo della ben più comune “eroina sporca” o brown sugar.
L’abilità dell’organizzazione criminale africana consisteva infatti nel riuscire a immettere sul mercato grandi quantitativi di eroina thai, del valore di 70-80 euro al grammo, al costo di appena 30-40 euro al grammo: quasi la metà.
Con questi prezzi di svendita (il Black Friday, 21 novembre, segna tradizionalmente negli Usa l’inizio dello shopping natalizio) i nigeriani pian piano sono riusciti a sbaragliare la concorrenza e a diventare i padroni della piazza reggiana; perlomeno su questa particolare tipologia di eroina, che difatti andava a gonfie vele nella nostra provincia. L’ipotesi degli investigatori – sulla base delle rotte dei rifornimenti – è che alla base ci fosse un accordo privilegiato con i produttori in madrepatria, che assicuravano l’arrivo di un fiume di eroina a basso costo. —
Am.P.
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