Contenzioso per le case popolari il Comune accantona 1,6 milioni
Azienda esclusa vince e chiede il saldo dei lavori. Oggi la variazione al bilancio in attesa dell’appello
Enrico Lorenzo Tidona
REGGIO EMILIA. Il quartiere popolare Compagnoni-Fenulli rischia di costare più caro del previsto al Comune di Reggio, “reo” di aver escluso una ditta in ritardo con i lavori che ha però vinto in primo grado quando ha richiesto un risarcimento. Storia in buona parte già nota ma dopo la sentenza avversa in primo grado e in vista dell’appello che terminerà a dicembre, il Comune di Reggio Emilia ha deciso ora di accantonare 1,6 milioni di euro. Lo farà passando oggi per la quarta commissione consiliare, quelle deputata al bilancio, durante la quale verrà discusso l’inserimento del debito fuori bilancio necessario nel caso in cui l’ente di Piazza Prampolini dovesse perdere anche l’appello. Poi, già lunedì, la variazione del bilancio dovrebbe essere sottoposta al consiglio comunale per la votazione.
A voler incassare la ragguardevole cifra è la Lcc Costruzioni di Altamura, azienda che nel 2014 fu esclusa dal contratto con il Comune a causa del «grave ritardo» nei lavori eseguiti e della «unilaterale ed ingiustificata interruzione dell’attività di cantiere da parte dell’impresa». Si trattava dei lavori dei quali l’azienda di costruzioni fu incaricata tramite una convenzione stipulata nel 2010 con l’amministrazione comunale per la riqualificazione urbana del quartiere Compagnoni-Fenulli. Si tratta a tutt’oggi del più grande comparto di edilizia popolare della Città del Tricolore, diventato oggetto di un contenzioso sul quale il Comune, in primo grado, ha perso venendo condannato a risarcire alla controparte 1,6 milioni. Questo per aver rescisso il contratto con la Lcc, che ha portato la questione davanti a un giudice. Dopo aver incassato la prima sentenza a suo favore, l’azienda si è vista rispondere con un ricorso alla Corte d’appello di Bologna da parte del Comune di Reggio, che poco tempo fa ha ottenuto la sospensiva del pagamento. Quei 1,6 milioni riguardano in realtà il lavoro parziale svolto dalla Lcc e per il quale l’azienda ha chiesto il saldo.
L’esclusione dal ghiotto appalto aveva portato al ricorso della Lcc al tribunale ordinario di Reggio Emilia, dove aveva subito lamentato di non aver ricevuto i compensi che a suo dire le spettavano a fronte di opere da eseguirsi pari a 10,8 milioni.
Secondo la convenzione la ditta avrebbe dovuto ricevere come corrispettivo beni immobili (quindi aree) del valore stimato di 6,4 milioni e la differenza in contanti.
Fino a quel momento (agosto 2014) l’azienda aveva realizzato opere per un valore pari a 5,9 milioni ottenendo in controvalore un lotto da 700mila euro e tre milioni e mezzo in contanti.
In attesa di sapere quale sarà il finale sulla lite deciso dai giudici bolognesi, resta il lavoro svolto sul quartiere che fu costruito tra il 1955 e il 1963 nella periferia nord della città, oggetto dal 2004 di una riqualificazione di alto livello.
Inizialmente il complesso edilizio Compagnoni-Fenulli era costituito da 538 alloggi di cui 477 alloggi pubblici e 61 alloggi privati costruiti dal 1960 al 1947. Oggi il quartiere conta invece 290 alloggi, di cui 144 alloggi pubblici di nuova costruzione (96 Erp e 48 locazione permanente), 146 alloggi pubblici riqualificati (122 pubblici e 24 alloggi di proprietà privata). Il Comune ha poi deciso di realizzare ulteriori 40 alloggi Erp oltre ad altri 16 alloggi privati in locazione permanente. Con il termine dei lavori il quartiere conta 391 alloggi, di cui 306 alloggi pubblici e 85 privati. L’obiettivo del programma di riqualificazione urbana era la creazione di migliori condizioni di vivibilità del quartiere rispetto alle connessioni urbane e agli spazi pubblici e il miglioramento della qualità edilizia. Lo stop inatteso che venne a galla nel 2014 sta avendo però strascichi legali che sono ancora lungi dall’essere risolti in via definitiva da parte dei tribunali. —
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