Eroina, muro di silenzi dai primi tre interrogati Un arrestato ha il Covid
Fra oggi e domani verranno sentiti gli altri cinque indagati Proseguono le indagini per acciuffare anche i due latitanti
reggio emilia. Se questo è l’inizio, gli arrestati dell’operazione antidroga “Black friday” stanno alzando un muro di silenzio negli interrogatori di garanzia davanti al gip Andrea Rat.
Il magistrato collegato dal tribunale, gli indagati dal carcere affiancati dai difensori (a parte l’avvocato Giampaolo Cazzola che ha interloquito dal suo studio veronese): una mattina con le nuove tecnologie, chiusasi però con un nulla di fatto. Si sono, infatti, avvalsi della facoltà di non rispondere il pakistano 55enne Mirza Azmat Ullah (tutelato dal legale Cazzola), il ghanese 53enne John Benkye (difeso dall’avvocato Alessandro Conti) e il nigeriano 36enne Erasmus Adi kaibe detto Sunday (assistito dall’avvocatessa Laura Ferraboschi). In calendario c’era un quarto interrogatorio, ma che è saltato perché il ghanese 45enne Thomas Osei Akwasi (difeso dal legale Giuseppe Caldarola) è risultato positivo al Covid. Il passaggio giudiziario si dovrà, comunque, tenere entro 5 giorni dall’arresto, quindi con tutte le cautele del caso Akwasi sarà sentito a breve. Oggi proseguiranno gli interrogatori con altri due arrestati: il nigeriano 30enne Olayiwola Omorakyio (tutelato dall’avvocato Costantino Diana) e il connazionale 49enne Umar Mukthar (lo difende il legale Noris Bucchi).
Infine domani sarà la volta di chi si trova agli arresti domiciliari, vale a dire il tunisino 43enne Islam Chaabane (difeso dall’avvocato Marco Napoli) e il nigeriano 43enne Giuse Odughau (l’assiste sempre il legale Conti). Gli arrestati risultano tutti residenti in città, ad eccezione del pakistano Ullah che vive a Rolo. Mancano ancora all’appello di questa “retata” due latitanti.
L’indagine ha preso il via nel 2019 da singoli arresti e da una constatazione che saltava all’occhio nel monitoraggio dell’area calda dello spaccio, cioè la stazione storica e piazzale Europa: sul mercato c’era una gran quantità di eroina thailandese, di buona qualità, venduta a prezzi concorrenziali.
Gli inquirenti hanno cercato di capire come fosse possibile. Si è fatto ampio uso dell’arresto differito, metodo che necessita dell’autorizzazione della Procura (nel caso specifico il pm Iacopo Berardi che ha coordinato il complesso lavoro investigativo della squadra mobile).
Man mano che si scovavano i singoli pusher, anziché bloccarli, veniva sequestrata la “merce” e documentate le cessioni, in modo che i poliziotti potessero sotto traccia risalire la filiera. —
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