Farmacie, i dipendenti: «Carichi di lavoro non più sostenibili»
I sindacati non sono stati informati della gestione allargata «Situazione di stress, chiediamo subito un incontro»
REGGIO EMILIA. I lavoratori delle Farmacie Riunite di Reggio chiedono una tregua. Il super lavoro di quest’ultimo anno ha messo in crisi la tenuta dei dipendenti, che in queste ore hanno saputo che l’azienda comunale ha varato l’accordo per la gestione integrata delle farmacie oltre che per Reggio anche per Quattro Castella, Cavriago, Albinea, Scandiano, Ventasso, Villa Minozzo, Sant’Ilario, quelli di Campogalliano e Soliera in provincia di Modena.
L’azienda speciale avrà quindi la gestione delle farmacie di proprietà dei singoli comuni. «Senza entrare nel merito dell’accordo che incrementa la gestione integrata delle farmacie degli altri comuni provinciali e non solo da parte di Fcr – scrivono ora i sindacati – accordo che ha tra i suoi obiettivi quello di garantire la sempre maggiore tenuta di un servizio che è più che mai essenziale, anche per la delicata fase che il Paese ha attraversato e sta attraversando, riteniamo che sarebbe stato opportuno e doveroso un coinvolgimento preventivo delle organizzazioni sindacali che da sempre rappresentano i lavoratori Fcr».
I sindacati, nello specifico Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, si sono sentiti esclusi. Hanno appreso dell’allargamento solo dalla stampa locale, che ha riportato l’approvazione di un accordo su Fcr da parte del consiglio comunale.
Le previsioni fatte sull’andamento delle Farmacie comunali infatti potrebbero avere impatti significativi anche sulle condizioni di lavoro degli addetti di Fcr che, anche durante tutta la fase pandemica, sono stati in prima linea nel fornire un servizio di primo contatto sanitario a tutta la popolazione.
«Crediamo sarebbe stato necessario un coinvolgimento del sindacato in un contesto che sta assumendo connotati di pesante disagio dei dipendenti che operano all’interno delle Farmacie dislocate sul territorio – continuano le sigle – Contesto nel quale sempre più si contesta ad Fcr l’impossibilità di fruire delle ferie nelle modalità previste dai contratti applicati in azienda, laddove in molti casi gli addetti non riposano da quasi un anno, dopo che nel 2020 non sono neppure state garantite per tutti le quattro settimane previste dalla legge, e ci sono saldi ferie pregresse non godute spesso molto elevati. Sempre maggiori oneri e impegni vengono richiesti al personale delle farmacie: dalle prenotazioni Cup, all’attivazione dello Spid fino ad arrivare nel prossimo periodo all’effettuazione dei vaccini in farmacia. Tutte queste attività devono coesistere con il diritto al recupero psicofisico del personale, anche attraverso investimenti che consentano di coprire le assenze per ferie con nuovo personale assunto». Le tre categorie sindacali delineano quindi una situazione di stress dell’organizzazione lavorativa per la quale, sottolineano, Fcr deve farsi garante di soluzioni insieme all’amministrazione comunale: «Non è più sostenibile o replicabile quanto accaduto nel 2020 attendiamo la convocazione ad un incontro per discutere del tema e per ricercare soluzioni condivise alle problematiche presenti». —
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