Tre chili e mezzo di droga nascosti nel pacco del caffè
La marijuana è arrivata via corriere, ma il trasportatore ha allertato il 112 I carabinieri si sono presentati al suo posto e hanno arrestato Sergio Lombardo
CASTELLARANO. Si è travestito da corriere e con il pacco in mano ha suonato alla porta della persona che doveva riceverlo. Non appena consegnato, il “corriere” è tornato a essere ciò che effettivamente era: un carabiniere che assieme ai colleghi di Castellarano e Castelnovo Monti era sulle tracce di una considerevole partita di droga, destinata con ogni probabilità al mercato reggiano e modenese. In questo modo i militari hanno messo le mani – martedì pomeriggio – su tre chili e mezzo di marijuana arrivata appunto via corriere e arrestato un giovane operaio di 27 anni, Sergio Lombardo, fino a poche ore fa un insospettabile. Sequestrato anche un migliaio di euro trovati in casa e ritenuti il provento dello spaccio. Un’operazione – secondo quanto fin qui accertato – nata dalla presenza di spirito del vero corriere. L’uomo, infatti, si è rivolto ai carabinieri di Castellarano e del nucleo operativo di Castelnovo Monti perché insospettito dalla presenza di un pacco strano, che avrebbe dovuto contenere del caffè ancora da macinare e che invece nascondeva tutt’altro. La ditta di spedizioni doveva effettuare la consegna al 27enne, abitante in paese: una persona tranquilla, un operaio di origini calabresi. Ma all’apertura del pacco la scoperta: tra i chicchi di caffè anche sette involucri termosaldati contenenti 3.6 chilogrammi di marjuana.
Per questi motivi, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, i militari hanno fatto scattare le manette ai polsi di Lombardo, ristretto in carcere al termine delle formalità di rito. Poche ore dopo, cioè ieri mattina, il giovane – rappresentato dall’avvocato Matteo Iotti – si è difeso in aula attraverso quelle che tecnicamente vengono definite “dichiarazioni spontanee”. Lombardo ha detto di non aver mai comprato, via web, alcun quantitativo di caffè. Relativamente alla misura cautelare, la pm Piera Giannusa (titolare del fascicolo) ha chiesto l’obbligo di firma in caserma e il divieto di uscire di notte. Il difensore si è invece opposto non solo alla convalida dell’arresto, ma ha pure chiesto il dissequestro dei soldi (1.060 euro). Il giudice Giovanni Ghini, al termine, ha convalidato l’arresto e avallato la misura restrittiva proposta dalla Procura. Si tornerà in aula il primo luglio. I carabinieri ora proseguiranno le indagini per risalire a chi abbia spedito lo stupefacente e per accertare i canali a cui era destinata.
Decisivo che in caserma si sia presentato un corriere che ha riferito che durante una consegna ha notato che da uno dei pacchi destinato al 27enne erano usciti dei chicchi di caffè. Solo che nel verificare l’integrità del pacco il corriere, dopo averlo maneggiato, ha avvertito distintamente un odore sospetto, di sicuro non di caffè, e per questo motivo si è presentato ai carabinieri. Una volta verificata la segnalazione e accertato che l’odore proveniva dalla droga nascosta tra il caffè, hanno organizzato il blitz. Un militare si è “travestito” da corriere e si è presentato a casa del giovane. Consegnato il pacco, con firma della bolla inclusa, il carabiniere si è qualificato e assieme ai colleghi che attendevano nei pressi, ha invitato l’operaio ad aprire il pacco, scoprendone il contenuto. —
C.O.-T.S.
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