Dopo la lettera a Draghi il console in Turchia chiama la mamma di Leo
NOVELLARA. Una chiamata dal console italiano in Turchia. È il primo effetto della lettera che Ilaria Sassone, la mamma del piccolo Leonardo, ha ottenuto dopo la lettera inviata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al presidente del Consiglio Mario Draghi e al ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
Il diplomatico ha detto che il governo gli ha girato la missiva e si è preso del tempo per informarsi sul caso di cui non era a conoscenza.
Primi passi, si spera, affinché finalmente il governo italiano e la diplomazia si prendano finalmente a cuore il caso del bambino, cittadino italiano di 5 anni, che si trova in Turchia per volontà del padre, ma senza alcun legale documento e per il cui affidamento, dopo un giudizio del tribunale di Firenze che lo ha attribuito alla madre, sta lavorando il tribunale turco.
Dopo un primo giudizio che ha affidato alla donna il piccolo e disposto il rimpatrio, proprio perché cittadino italiano, la sentenza è rimasta sulla carta. Perché il secondo grado ha invece detto che è necessario una valutazione di tipo psicologico sul bambino. Quindi, ha di fatto annullato la prima sentenza e ha detto che è tutto da rifare.
Ma intanto c’è un bambino di 5 anni che da oltre un anno è stato strappato alla sua mamma.
Ilaria riesce a vederlo di rado, quando ottiene il permesso dal tribunale turco per vederlo. L’ultima volta nel mese di maggio, in occasione del quinto compleanno del bambino.
L’avvocatessa Giovanna Fava, che segue il caso di Ilaria e Leo, si sta battendo da tempo, dal punto di vista legale. Ora, ha chiesto al governo italiano di chiedere alla Turchia che per le vacanze estive il bambino venga fatto tornare in Italia. —
Elisa Pederzoli
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