Festa della polizia penitenziaria alla Pulce «Un 2020 tra rivolte dei detenuti e Covid»
La direttrice dell’istituto circondariale Lucia Monastero: «Nell’emergenza ha comunque vinto lo spirito di squadra»
REGGIO EMILIA. «Un tunnel», «un incubo». Così il direttore reggente (dal settembre scorso) dell’istituto circondariale di Reggio Emilia, Lucia Monastero, ha definito il 2020, caratterizzato prima dalle rivolte dei detenuti e poi dal deflagrare della pandemia Covid-19 all’interno del carcere, con la struttura di via Settembrini quasi al collasso. Il 204esimo anniversario della fondazione del corpo di polizia penitenziaria - che si è svolto ieri alla Pulce alla presenza dei vertici di carabinieri, Guardia di finanza, polizia di Stato, vigili del fuoco, polizia municipale, un rappresentante della Prefettura e il vicesindaco Matteo Iori - non si svolgeva da due anni e ha avuto davvero il sapore della speranza e della rinascita, dopo i momenti drammatici causati dalla pandemia.
Appena sfiorata dal primo lockdown della primavera 2019, nell’inverno scorso la struttura di via Settembrini è stata messa in ginocchio dal dilagare del Covid. Solo tra i detenuti si sono registrati 217 casi di positività (su un totale della popolazione carceraria di 330 persone); tra questi 21 ricoverati in ospedale e due in gravi condizioni. Tra gli agenti si sono registrati una ventina di positivi e due ricoveri, più gli ammalati tra il personale medico, paramedico, educativo. C’è stato un momento in cui, come ha ricordato la comandante della polizia penitenziaria Rosa Cucco, «siamo stati travolti e la carenza di personale è arrivata a meno 70 unità», con la tensione della rivolta dell’8 marzo 2020, «quando tutti gli agenti sono stati richiamati in servizio, ma alcuni erano già andati in soccorso al carcere di Modena e ci siamo trovati in pochi a gestire 200 facinorosi che volevano prendere il controllo dell’istituto»; rischio scongiurato grazie all’intervento massiccio dei celerini e della Digos, tant’è che la comandante ha ringraziato i dirigenti della questura, assenti, Domenico De Iesu e Luigi di Cicco.
«Quando si cercava di tornare alla normalità è arrivata la criticità del Covid, con ore di angoscia per i colleghi finiti all’ospedale e per i loro familiari»: e qui, rivolgendo un pensiero ad Andrea Ambrogi, un agente (ieri impegnato in una traduzione) ammalatosi e che ha perso padre a causa del coronavirus, la comandante si è commossa. Dopo la lettura dei messaggi pervenuti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal ministro della Giustizia Carla Cartabia il direttore Monastero ha dichiarato: «Questa è la festa della volontà e della caparbietà. Esperienze così drammatiche lasciano tracce indelebili, ma anche eredità positive come lo spirito di squadra e le risorse sopite. L’augurio è di proseguire con questo spirito di squadra. Nell’emergenza epidemiologica tutti, anche i sindacati, hanno fatto fronte comune per sopperire alla carenza di personale, che ha toccato il fondo. Ora da settembre si rivedranno alcuni aspetti organizzativi». —
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