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il piano di sviluppo rurale 

In arrivo per l’agricoltura 408 milioni in diciotto mesi

In arrivo per l’agricoltura 408 milioni in diciotto mesi

Aumentano del 35% le risorse per le aziende con lo scopo di creare occupazione L’assessore regionale Mammi: «Tenere insieme sostenibilità e produttività»

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Bologna. Con 408,8 milioni di euro da distribuire alle aziende, il 35% in più rispetto all’ultima programmazione, l’Emilia-Romagna punta forte sull’agricoltura anche per creare nuovo lavoro.

Con gli investimenti del nuovo il Programma di sviluppo rurale 2021-2022, definito «di transizione», si conta nel prossimo anno e mezzo di attivare investimenti per oltre 440 milioni di euro, favorendo la nascita di 500 nuove aziende guidate da giovani, con un occhio alla sostenibilità.

Metà dei fondi del nuovo programma di sviluppo rurale saranno infatti orientati alla sostenibilità ambientale, metà alla competitività delle imprese e allo sviluppo. Ci si aspettano, in particolare, oltre 12mila ettari in più di superficie agricola destinata al biologico. «Dobbiamo fare bene e fare presto», dice l’assessore regionale Alessio Mammi presentando il piano accanto al presidente della Regione, Stefano Bonaccini. sono una ventina, in 18 mesi, i bandi previsti.

«L’agricoltura – sottolinea ancora Mammi – è determinante nella produzione di cibo e oggi è irrinunciabile produrre cibo di qualità e sicuro per tutti. Dobbiamo tenere insieme produttività e sostenibilità». Le leve azionate per stimolare la competitività riguardano da una parte i nuovi insediamenti dei giovani e la strutturazione delle loro imprese (53,6 milioni di euro), oltre all’ammodernamento, in generale, delle aziende agricole e agroindustriali (117,5 milioni), e poi attenzione all’ambiente col sostegno a nuovi progetti di forestazione (8,2 milioni) e con azioni di contrasto ai danni prodotti dal cambiamento climatico, prevenendo, in particolare, quelli da gelate tardive che negli ultimi tre anni hanno messo in ginocchio la produzione ortofrutticola regionale (circa cinque milioni).

«Le sfide – afferma Bonaccini – che i nostri agricoltori dovranno affrontare nei prossimi anni tra cambiamento climatico, salvaguardia delle risorse naturali e bisogno di produrre cibo sano e di qualità per garantire la salute e il benessere di tutti noi hanno bisogno di trovare un sostegno forte e linee di indirizzo precise da parte delle istituzioni». Per il presidente della Regione, «la pandemia ci ha insegnato ancora di più quanto è fondamentale un sistema agroalimentare capace di resistere alle avversità. C’è bisogno di garantire il ricambio generazionale e la trasmissione di saperi, insieme alla ricerca e all’utilizzo di nuove tecnologie, per generare buona occupazione e salvaguardare il reddito. Il nuovo Programma di sviluppo rurale dell’Emilia-Romagna per i prossimi due anni si baserà su queste priorità, in attesa che l’Europa definisca la nuova Pac, piani che dovranno tener conto del peso e dell’importanza dei territori per sviluppare azioni sempre più efficaci».

Aggiunge Mammi: «Saranno finanziati tutti gli impegni già presi, proprio nell’ottica di dare continuità e certezza ai produttori che si sono impegnati per produzioni sempre più sostenibili. Siamo convinti che da qui, dal mix tra innovazione e risorse, la nostra agricoltura possa segnare un cambio di passo positivo per vincere le nuove sfide dei mercati». —

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