L’avvocato «Ma non chiamateli no-vax»
REGGIO EMILIA. «Non chiamateli “No-vax”, sono solo persone che si oppongono all’obbligo di sottoporsi a questo vaccino, quello anti-Covid, che non è efficace né sicuro, che non è stato sperimentato». Così l’avvocato Daniele Granara, costituzionalista e docente di diritto costituzionale a Genova e a Urbino, spiega la posizione degli oltre cento professionisti (tra medici, infermieri, operatori sociosanitari, psicologi, veterinari e farmacisti) che hanno deciso di impugnare le lettere inviate dalle aziende sanitarie locali di Reggio, Parma e Piacenza. Lettere (il cui testo, uguale per tutti, è stato scritto a livello regionale) in cui si invitava il destinatario a comunicare l’avvenuta somministrazione del vaccino o, nel caso in cui questa non fosse avvenuta, spiegare le cause. «Il ricorso che abbiamo presentato al Tar – spiega l’avvocato – è una battaglia di civiltà in nome della libertà individuale, della sensibilità di ciascuno e della libertà di cura. Rivendichiamo la libertà di scelta stabilita dagli articoli 2 e 9 della Costituzione. Chiediamo l’annullamento delle sanzioni e un risarcimento». —
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