La Venere di Chiozza
La famosa Venere di Chiozza, oltre a racchiudere misteri che forse non riusciremo mai a sviscerare completamente, come altri reperti di questo genere, ha una storia altrettanto misteriosa. Ufficialmente fu rinvenuta nelle cave Alboni di Chiozza di Scandiano il giorno 11 settembre 1940 dallo storico locale, il marchese Luigi De Buoi, medico chirurgo di Arceto. Su richiesta di Mario Degani, allora segretario della Commissione dei Musei Civici di Reggio Emilia, egli la consegnò ufficialmente poco tempo dopo. La trovò fra i ciottoli che i cavatori buttavano sui bordi delle cave onde raccogliere solo argilla pura da destinare alla fabbricazione di laterizi nell’adiacente fornace. Da allora ad oggi però sono state diverse le rivendicazioni di primogenitura del prezioso reperto da parte di operai che allora lavoravano nelle cave e pertanto, se non si tratta di mitomania, ciò fa pensare che la vicenda non si sia svolta in modo così lineare. Ma i misteri non terminano qui.
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