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Giustizia e riforma 

Separazione delle carriere avvocati penalisti in sciopero

Separazione delle carriere avvocati penalisti in sciopero

Anche Reggio aderisce all’astensione dalle udienze proclamata a livello nazionale dopo la riassegnazione a Verbania del “fascicolo Mottarone” a un altro giudice 

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REGGIO EMILIA. Anche la camera penale di Reggio Emilia aderisce all’astensione dalle udienze, ieri e oggi, indetta dall'Unione camere penali italiane, a causa dei fatti di Verbania che hanno portato alla “riassegnazione” del fascicolo processuale relativo all'incidente della funivia “Mottarone” a un altro giudice.

«La decisione assunta dal presidente del tribunale di Verbania – si legge nella nota diffusa dal coordinamento delle camere penali dell’Emilia-Romagna – ovvero la riassegnazione del procedimento cosiddetto “Funivia Mottarone” ad altro Gip (diverso da quello che incaricato della convalida del fermo di alcune persone ritenute indiziate di reato assumeva provvedimenti di diniego, scarcerando gli arrestati), riservata, crediamo non a caso, unicamente a quel procedimento e non ad altri assegnati a quello stesso Gip è, proprio per questo, un “implausibile formalismo burocratico” di straordinaria gravità. Quanto accaduto a Verbania, rende necessario riportare al centro del dibattito politico il tema della “separazione delle carriere”».

«Si tratta di un obiettivo, quello della separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri – prosegue la nota del coordinamento – la cui realizzazione non è più prorogabile perché è scritto nella nostra costituzione, ed è quello proclamato dall’articolo 111 il quale impone che il giudice sia non solo imparziale ma anche terzo. E terzietà non può che significare appartenenza del giudice ad un ordine diverso da quello del pubblico ministero».

Non si tratta – sottolinea lo stesso coordinamento delle camere penali – di un attacco all’unità e all’indipendenza della Magistratura e nemmeno si tratta di mettere in discussione provvedimenti di tipo organizzativo che rappresentano uno strumento a tutela e garanzia. «Al contrario. Proprio perché i temi della giurisdizione coinvolgono i diritti di tutti, riteniamo che il controllore (il giudice) e il controllato (il pubblico ministero) non possano appartenere ad un unico ordine, non possano essere sottoposti al potere disciplinare di un unico organo, non possano condividere i medesimi meccanismi di selezione elettorale della loro classe dirigente. In un sistema democratico degno di questo nome occorre coltivare l’idea di un potere giurisdizionale che sia garante dei diritti di libertà dei cittadini di fronte all’autorità dello Stato, all’azione dei pubblici ministeri, agli atti investigativi della polizia giudiziaria che ai pubblici ministeri risponde».

«Occorre quindi ribadire, e le giornate di astensione sono una buona occasione per farlo – conclude il coordinamento delle camere penali dell’Emilia-Romagna – che al fine di dare piena attuazione alla scelta in senso accusatorio del processo penale è necessario intervenire per rendere effettiva la terzietà del giudice che costituisce, appunto, il presupposto dell’imparzialità della decisione». —

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