«La fusione ha funzionato Basta critiche non costruttive»
La maggioranza che sostiene Manari: «I servizi comunali sono stati unificati Imu più bassa che altrove, trasporto scolastico gratuito, nidi e scuole salvate»
VENTASSO. «Le critiche di Pedrini? Riguardano azioni o mancanze su cui il Comune non ha potere diretto, come istituti bancari e strade provinciali o statali. Sarebbe più costruttivo confrontarsi su tematiche su cui l’ente può agire direttamente».
Replica rivendicando il lavoro svolta, il gruppo consiliare di maggioranza del Comune di Ventasso, dopo il duro intervento di Emiliano Pedrini, ex vicesindaco di Ramiseto. Nei giorni scorsi Pedrini aveva fatto l’analisi dei primi cinque di anni vita del Comune di Ventasso, nato nel 2016 dalla fusione dei precedenti quattro Comuni del Crinale – Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto – e ora prossimo a nuove elezioni. Dal punto vista di Pedrini, il nuovo ente unitario non aveva portato alcun cambiamento positivo rispetto al precedente assetto: l’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Manari si sarebbe accontentata di amministrare l’ordinario, senza creare basi per la crescita di un territorio enorme e a forte rischio di ulteriore spopolamento, segnato dalla perdita di servizi come gli uffici postali e le banche.
Diversa la visione della maggioranza che sostiene Manari, secondo la quale sono stati «cinque anni impegnativi, dove l’obiettivo primario era unificare e riorganizzare i quattro apparati amministrativi in uno unico, mantenendo comunque i servizi in tutti i municipi tramite gli sportelli polifunzionali. Riteniamo che questo obiettivo sia stato ampiamente raggiunto, in quanto ad oggi ogni cittadino può rivolgersi al proprio municipio per svolgere i principali servizi di cui necessita».
E si citano i numeri: «1.117 delibere di giunta effettuate in 5 anni, con un ingente numero di regolamenti diversi tra loro esistenti negli ex Comuni presi in esame, discussi, rielaborati e adattati alle esigenze del nuovo Comune». Al conto vanno aggiunti quelli che, durante la discussione sulla fusione, erano presentati come un grande vantaggio: i finanziamenti extra-bilancio per gli enti frutto di fusione. Questi fondi sono serviti per «il mantenimento delle tariffe Imu ai livelli inferiori rispetto a tutti gli altri Comuni montani, l’assorbimento in bilancio degli aumenti delle tariffe Tari e la non applicazione dell’addizionale Irpef comunale. Per non parlare del trasporto scolastico totalmente gratuito e del mantenimento di due micronidi e quattro scuole materne e primarie con costi per la mensa molto contenuti».
Pedrini aveva ricordato le sofferenze della viabilità, da sempre tema cruciale in un’area di enorme estensione stradale. «Per quelle di competenza comunale sono state investite notevoli risorse, mettendo in sicurezza di anno in anno la viabilità in carico al comune. A titolo esemplificativo, sono stati investiti, solo nel 2020, circa 800.000 euro», afferma la maggioranza consiliare.
E sugli altri tratti? «L’amministrazione è in costante contatto con gli enti preposti alla loro gestione, sia per quanto riguarda la risoluzione delle diverse frane che hanno colpito il territorio, sia per la progettazione e il completamento di fondamentali arterie stradali. Tra queste il fondovalle Lonza, che la Provincia ha già provveduto a inserire tra le priorità del piano 2022-2025 già sottoposto alla Regione, e la prosecuzione del fondovalle tra il ponte del Pianello e Giarola». Impossibile non parlare poi delle riduzioni di servizi come banche e poste. Se le scelte dei singoli istituti sono frutto di valutazioni generali su cui non vi è stato margine di intervento, diverso è il discorso per gli sportelli postali: «Passato il primo periodo emergenziale, si sta cercando da mesi di sollecitare tramite vari livelli la riapertura completa dei sei uffici, come in periodo antecedente alla pandemia, presenti sul territorio, che rappresentano un presidio fondamentale». —
Adriano Arati
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