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Addio a Naj Menozzi, una vita per il calcio

Leonardo Grilli
Addio a Naj Menozzi, una vita per il calcio

L’antiquario, ex giocatore e allenatore, è deceduto a 75 anni. Il ricordo degli amici: «Eri il motore di tantissime squadre»

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Leonardo Grilli

reggio emilia. Per decenni è stato il collante, il motore, il factotum del calcio reggiano. Una figura insostituibile fuori e dentro al campo, ricordata con affetto da molti. È deceduto a 75 anni Francesco Menozzi, da tutti conosciuto semplicemente come “Naj”.

Antiquario, giocatore e poi allenatore di calcio, era un punto di riferimento sia per i giovani che per i dirigenti e i presidenti di circoli e società. In molti lo ricordano sempre al fianco di Angelo Gregucci, suo grande amico, quando la bandiera della Lazio venne a chiudere la sua carriera alla Reggiana dal 1994 al ’98 come giocatore e, fino al 2000, come allenatore e vice allenatore. La notizia della sua scomparsa, diffusasi nelle scorse ore, ha presto fatto il giro di tutti i gruppi sportivi di Reggio. «Ci ha lasciato Menozzi, per tutti Naj – lo ricorda la pagina Facebook Cuoregranata, seguita da tanti tifosi della Reggiana –. Un grande tifoso della Regia, amico di tanti giocatori granata e in particolar modo di Angelo Gregucci. Al figlio Andrea le più sentite condoglianze».

Ma uno dei ricordi più toccanti è forse affidato alle parole di un suo grande amico, Francesco Gambetti, ex direttore del Circolo tennis Reggio Emilia: «Se n’è andato Naj, il factotum del calcio, il collante senza il quale le partite della domenica mattina non sarebbero state così frequentate – scrive Gambetti – il motore delle tante squadre di calcio che si sono succedute, da quella amatori a quella del calcio a 7, dalle amichevoli con gli agenti di viaggio a quelle con il Ct Albinea».

«Tre gli appuntamenti fissi che avevamo io e lui – prosegue Gambetti –. La telefonata del venerdì sera o sabato pomeriggio per chi avrebbe giocato la domenica mattina e su quale campo. I suoi graditissimi regali di Natale, sempre il 22 dicembre, anticipandomi le presenze di tre giorni dopo. E la partita mattutina del 25 dicembre, dove ogni anno disquisiva sulla qualità delle bottiglie di spumante per il brindisi finale».

«Naj – prosegue il ricordo – ha visto crescere e diventare uomini moltissimi ragazzi, ha guardato centinaia di partite, vissuto spezzoni importanti e di grande coesione di vita di circolo, sempre con il suo appeal, sempre “da Naj”, sempre e solo come era e come voleva essere. E allora Naj ti voglio pensare ancora così, con la tua voce squillante, con gli occhiali calati sul naso che ti aiutano a redigere una distinta. E voglio pensarti ora con i tanti amici che hanno lasciato questo mondo, tutti intenti a guardare partite, a confrontarsi sulle giocate. Spero un giorno ti dedichino qualcosa per tutto quello che hai dato e fatto, anche se la tua figura e i tuoi gesti rimangono nel cuore delle tante persone cui hai voluto bene e che ti volevano e vorranno sempre bene. E chi è ricordato con affetto non muore mai. Ciao Naj». —

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