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Report dell’Ance 

Il settore delle costruzioni traina la ripresa ma a mancare è il personale qualificato

Il settore delle costruzioni traina la ripresa ma a mancare è il personale qualificato

Oltre 1.500 cantieri già aperti in regione grazie al Superbonus 110%: l’associazione chiede la proroga degli incentivi 

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REGGIO EMILIA. Con più di 1.500 cantieri già aperti in regione per il superbonus 110% e la prospettiva di chiudere l'anno con una crescita degli investimenti in costruzioni del 7,5%, Ance Emilia-Romagna preme per la proroga degli incentivi oltre il 2022. E lancia l’allarme: «Manca mano d’opera specializzata».

La sfida

Nella convinzione, che sulla spinta del Pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza) sarà proprio l'edilizia a trainare la ripresa del paese nei prossimi anni. «Siamo di fronte a un'occasione irripetibile per essere il settore trainante della ripresa post-pandemia. È una sfida che raccogliamo, aspettavamo da anni questo momento», assicura il presidente Stefano Betti, che chiede alla Regione di supportare di fronte al governo la richiesta di proroga del superbonus 110% oltre la scadenza del 2022. «Sono d'accordo a chiedere la proroga», è la mano tesa dell'assessore regionale allo sviluppo economico, Vincenzo Colla. Dopo il crollo del 9,3% registrato nel 2020, con il decollo degli interventi legati al superbonus, Ance, elaborando i dati di prometeia, stima in Emilia-Romagna per il 2021 un rimbalzo degli investimenti nel settore del +7,5%, un valore decisamente superiore all'incremento previsto sempre da Prometeia per il Pil regionale (+5,5%).

Gli interventi

A inizio giugno l’Emilia-Romagna era al quarto posto in Italia per numero di interventi con almeno una asseverazione protocollata e per importo: 1.590 interventi per un valore di 201 milioni di euro. «I centieri aperti sono molti di più», assicura Betti. Anche gli investimenti in opere pubbliche dei Comuni stanno mostrando segnali di recupero: nei primi cinque mesi del 2021 la spesa per infrastrutture dei Comuni emiliano-romagnoli segna una crescita del 15% (circa 32 milioni di euro in più rispetto al 2020). Nel 2020 si è registrata, inoltre, una crescita della domanda di lavori pubblici che potrà generare, stima Ance, i primi effetti sui livelli produttivi già nel 2021: i bandi di gara pubblicati hanno segnato +11,5% in valore e -17,7% in numero, con un aumento dei lavori sopra la soglia dei 5 milioni di euro. «Perché l'obiettivo di rilancio dell'economia tramite il superbonus possa essere raggiunto – dice Betti – è fondamentale il ruolo delle banche nel concedere credito alle imprese di costruzione. Chiediamo ai nostri istituti di credito di sostenere le imprese e di collaborare per essere insieme elementi di sviluppo per i cittadini e per il paese. Siamo fuori dal tunnel e ora “va gestita” la luce».

l’allarme

Il bastone tra le ruote alla ripresa dell'edilizia rischia di essere la carenza di muratori e personale qualificato. «Si parla di sblocco dei licenziamenti, ma noi abbiamo problema opposto: non si trova personale formato per far fronte a questo aumento della produzione», sottolinea il numero uno regionale di Ance. «Abbiamo bisogno che le imprese ricevano personale di qualità, dal punto di vista della sicurezza e della qualità della produzione. Abbiamo l'ambizione di diventare attrattivi rispetto a settori che hanno sofferto di più da pandemia ma il personale va formato. Negli ultimi 15 anni abbiamo assistito a una emorragia di aziende e di occupati. Oggi siamo un settore in crescita che ha bisogno di manodopera di qualità, che lavori in sicurezza nei cantieri che si apriranno, e in linea con le nuove professionalità richieste dal mercato».

Focus

Nel Reggiano le imprese nel settore delle costruzioni sono 6.558 con una dimensione media di 2 addetti. In provincia di Reggio Emilia i nuovi mutui per investimenti in edilizia non residenziale segnano +34% (79,5 milioni di euro complessivi) mentre registrano +34,3% per il residenziale (il miglior dato in regione, con 44,2 milioni)». —

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