Gazzetta di Reggio

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MARTEDÌ PROSSIMO IN MUNICIPIO 

Polemica su Saman, il dibattito approda in consiglio comunale

Alessandro Cagossi ;

La maggioranza: «Il Comune ha fatto il possibile per sostenere la ragazza fuori dalla famiglia»

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Alessandro Cagossi

NOVELLARA. «Il Comune di Novellara ha usato tutti gli strumenti possibili per sostenere l’autodeterminazione di Saman Abbas al di fuori del contesto familiare». Parte con queste premesse – che ribadiscono il buon operato degli amministratori locali sulla gestione della vicenda della giovane pakistana – la mozione presentata al prossimo consiglio comunale, convocato in videodiretta online per martedì prossimo alle 21, dal gruppo consiliare “Novellara bene comune”, la lista civica a guida Pd che sostiene la giunta del sindaco Elena Carletti. Sarà il primo Consiglio in cui si parlerà della tragedia di Saman, dopo quello del 17 giugno, in cui si sono discussi altri temi, con la conseguente defezione, in segno di protesta, dei consiglieri di minoranza della lista “Insieme” (Cristina Fantinati, Luca Dall’Aglio e Ivo Germani), sostenuta dai partiti di centrodestra.

Tengono quindi il punto, gli amministratori locali novellaresi, e prendono una posizione netta di fronte alle polemiche che stanno interessando l’operato dei servizi sociali e le modalità di integrazione della popolazione di origine straniera, con riferimento a una tragedia che ha travalicato i confini provinciali, diventando ormai da settimane un tema dibattuto a livello nazionale.

«Il contesto nel quale la vicenda si è consumata – prosegue la mozione – disvela i tratti più feroci del patriarcato che attraversa popoli e nazioni. Una cultura del possesso che prescinde il credo religioso, la condizione economica e sociale di appartenenza, ravvisandosi in sacche tradizionaliste presenti in culture o etnie diverse. La drammatica scomparsa della diciottenne Saman Abbas, accertata dagli inquirenti che stanno ancora indagando e ricostruendo la verità dei fatti, ha fortemente scosso la comunità di Novellara e tutta l’opinione pubblica nel Paese».

I consiglieri di maggioranza chiedono «al sindaco e alla giunta di impegnarsi a sollecitare le istituzioni nazionali a promuovere una campagna informativa che coinvolga in primis le scuole, i servizi sociosanitari e le forze dell’ordine con il coinvolgimento delle associazioni che da anni lavorano su questo tema, nonché a rafforzare gli strumenti di protezione dei minori, ponendo particolare attenzione al rispetto dell’obbligo scolastico e al delicato passaggio alla maggiore età; a richiedere l’istituzione di un osservatorio nazionale sulla violenza contro le donne che contempli i fenomeni dei matrimoni forzati o precoci; a sollecitare la Regione Emilia-Romagna affinché nel nuovo Piano regionale contro la violenza di genere preveda azioni specifiche e risorse mirate a sostegno degli enti locali per prevenire e contrastare fenomeni di segregazione della volontà in ambito familiare, anche attraverso profili di sostegno psicologico e di mediazione culturale; a sollecitare la Regione nella promozione di corsi di professionalizzazione della figura del mediatore culturale; a promuovere in collaborazione con il terzo settore e le agenzie educative territoriali nonché, in raccordo con la Regione e la rete dei centri antiviolenza, una campagna di informazione e sensibilizzazione rivolta alle ragazze e ai ragazzi e alle comunità straniere in merito ai diritti e alle libertà fondamentali della persona e in merito alle norme e servizi disponibili di protezione a prevenzione e contrasto di ogni forma di discriminazione e violenza di genere; a sostenere ulteriormente servizi di informazione, apprendimento della lingua italiana, formazione ed inclusione sociale rivolti alle donne e alle ragazze di qualunque etnia ed appartenenza culturale, per accrescere la consapevolezza dei loro diritti di cittadinanza e personali». —

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