Rapina nel sottopasso: arrestato un 26enne
Il giovane individuato dalla Mobile in piazzale Europa grazie al racconto della vittima e ai filmati di videosorveglianza
reggio emilia. Nei giorni scorsi una persona è stata rapinata nel sottopasso che collega piazzale Europa con piazzale Marconi.
È l’inizio dell’ennesima indagine della squadra mobile, sulla base non solo della descrizione del rapinatore da parte della vittima, ma anche di una serie di immagini tratte dalle telecamere di videosorveglianza.
Il racconto unito alle caratteristiche del malvivente tratte dai filmati spingono gli agenti ad effettuare una serie di appostamenti nei pressi di piazzale Europa.
E venerdì sera, dopo alcune ore di osservazione, i poliziotti sospettano che l’uomo giunto in zona possa essere il rapinatore.
A quel punto gli agenti agganciano il sospetto, si qualificano e stanno per procedere all’identificazione quando lui ha un’improvvisa reazione e scappa.
Una fuga – verso la biglietteria di Seta – che sulle prime sembra utile a far perdere le tracce di quest’uomo.
Ma di lì a poco viene rintracciato sempre in piazzale Europa. Stavolta i poliziotti lo bloccano e lo portano in questura.
A seguire scatta il fermo per rapina aggravata e nei guai ora si trova il gambiano 26enne Lamin Singhateh. Non è un volto nuovo per le forze dell’ordine: irregolare sul territorio italiano, senza fissa dimora, ha diversi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio. Sarebbe lui l’autore della rapina al sottopasso, come conferma l’esito dell’indagine coordinata dalla pm Piera Giannusa.
La convalida del fermo avverrà domani mattina davanti al gip Andrea Rat.
Difeso dall’avvocato Federico Bertani, il 26enne sarà videocollegato dal carcere della Pulce.
In udienza il gambiano potrà dare la sua versione dei fatti.
Anche stavolta l’arresto è arrivato al culmine dell’attività investigativa della polizia (in particolare della squadra mobile, guidata dal dirigente Guglielmo Battisti) in una delle aree più calde della città, in seguito alle precise segnalazioni provenienti dai cittadini e dalle associazioni di quartiere.
Sempre più efficace, quindi, per le indagini chi si presenta in questura e riferisce situazioni sospette meritevoli di un incisivo approfondimento.
Inchieste – spesso per spaccio di stupefacenti, in questo caso un’aggressione per rapinare – che non di rado si concentrano nelle aree limitrofe alla stazione storica. —
T.S.
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