«Sulla Cispadana dichiarazioni sfrontate di Stefano Bonaccini»
Il presidente ha lamentato lo scarso sostegno del governo Il comitato: «È la prova dell’insostenibilità dell’opera»
REGGIOLO. Il presidente Stefano Bonaccini, nella serata dedicata ai problemi infrastrutturali del Modenese che si è svolta nei giorni scorsi a Villa Tagliata di Mirandola, ha lanciato la palla della realizzazione della Cispadana (il collegamento tra Reggiolo e Ferrara) nel campo del governo: «Andremo a Roma – ha detto – e faremo di tutto per portare a casa lo sblocco della tanto attesa Cispadana. Quello della Cispadana è un impegno che abbiamo assunto, la Regione ha fatto la propria parte, ho chiesto al governo di chiudere il cerchio definitivamente e tempi certi». Una posizione, quella del presidente della Regione, che ha lamentato ritardi a livello romano, che ha fatto infuriare il “Coordinamento cispadano No autostrada-Sì strada a scorrimento veloce”, il cui coordinatore Silvano Tagliavini ha definito «sfrontate» le dichiarazioni del governatore. « L’evidente incapacità della Regione come concedente e di Arc Spa come concessionario di procedere alla realizzazione dell’autostrada come da proclami susseguitisi dal 2010 in poi – scrive Tagliavini – ora si trasforma in una sorta di “accusa” all’attuale governo di “non” sostenere economicamente questa infrastruttura definita da sempre “di esclusiva competenza regionale”».
«La annunciata “sostenibilità economico finanziaria”, peraltro datata maggio 2020, di cui parla il presidente – prosegue il portavoce – è una evidente, già ad una prima sommaria valutazione, “mistificazione” della reale situazione. Numeri che si accavallano senza peraltro mai darne precisa giustificazione, valutazioni trasportistiche che non tengono conto degli attuali e futuri scenari in ambito regionale, nazionale ed europeo. Infatti, la questione del doveroso, secondo il presidente Bonaccini, impegno finanziario di 200 milioni di euro da parte governo sarebbe una ulteriore prova invece della insostenibilità finanziaria dell'opera. Per non parlare poi della “allegra” superficialità politica e amministrativa nella gestione del contratto di concessione. A fronte di tutto questo – conclude Tagliavini – chiediamo alla Regione ancora una volta una seria presa d’atto della assurdità di questa scelta infrastrutturale e il ritorno al progetto di strada a scorrimento veloce, già approvato dalla stessa Regione nel 2004 e in parte già attuato, con la realizzazione dei tratti mancanti. Soluzione sicuramente più veloce nella tempistica, meno onerosa in suolo fertile, in denaro pubblico per la Regione e rispondente alle reali necessità del territorio attraversato, che speriamo il ministro Giovannini sappia far capire finalmente al presidente Bonaccini». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google