Spaccio con il coprifuoco Pusher patteggia 6 mesi e resta l’obbligo di firma
reggio emilia. Due mesi fa il marocchino 43enne Said Kharbach si era messo nei guai perché bloccato dai carabinieri mentre vendeva una dose di cocaina a un barelliere 47enne che poi confermava di aver concordato l’incontro per l’acquisto illecito (mostrando a riprova la chat su WhatsApp intercorsa tra lui e il fornitore di fiducia).
La perquisizione personale eseguita nell’immediatezza aveva permesso di rinvenire all’interno del pacchetto di sigarette – che il 43enne aveva nella tasca dei pantaloni – altre tre dosi di hascisc per un peso complessivo di un grammo e mezzo, un involucro di carta stagnola contenente due grammi di sostanza da taglio e, arrotolati all’interno del pacchetto di sigarette, 130 euro in contanti.
Nella successiva udienza di convalida dell’arresto – davanti al giudice Chiara Alberti – il nordafricano aveva ammesso di essere uno spacciatore ma di piccolo calibro.
Di recente Kharbach (difeso dal legale Giuseppe Caldarola) ha patteggiato sei mesi di reclusione e, in attesa che la sentenza diventi definitiva, rimane sottoposto all’obbligo di firma in caserma.
Come ricostruito dai carabinieri – coordinati nell’indagine dalla pm Laura Galli – passando in via San Girolamo i militari avevano notato due uomini parlottare tra loro con fare sospetto. Quando poi li avevano fermati si erano resi conto che uno dei due (cioè Kharbach) alla vista delle divise aveva gettato per terra un involucro subito recuperato: una dose da oltre mezzo grammo di cocaina, che il marocchino stava vendendo al cliente per la cifra di 40 euro. Nonostante il coprifuoco, spacciatore e cliente si erano dati appuntamento di notte, in pieno centro per quella vendita di cocaina. —
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