Condannato l’idraulico per carabina e cartucce detenute illegalmente
L’arma era risultata rubata ma il gup ha assolto il 54enne dall’accusa di ricettazione L’imputato, non più agli arresti, ora ha l’obbligo di firma
gattatico. Si è chiusa ieri – in tribunale a Reggio Emilia – a poco meno di due mesi dai fatti, la vicenda riguardante l’idraulico povigliese 54enne Salvatore Tremamondo, che era finito nei guai per detenzione abusiva di armi e ricettazione (quest’ultima accusa riguarda una carabina risultata rubata).
Carabina e circa 700 munizioni erano state trovate dai carabinieri in un casolare a Gattatico mentre erano in corso una serie di perquisizioni domiciliari (in collaborazione con l’unità cinofila della polizia provinciale di Reggio Emilia) per altre indagini che non riguardanti l’idraulico povigliese.
Nell’udienza preliminare, la pm Maria Rita Pantani ha chiesto per l’imputato una condanna a 4 anni di reclusione. La licenza di caccia era stata revocata a Tremamondo diversi anni fa proprio per i precedenti penali (sempre relativi alle armi detenute in modo illecito, fra proiettili e uno sfollagente).
Di diverso avviso l’avvocato difensore Vainer Burani sulla scia di quanto replicato dal suo assistito, cioè che era un cacciatore fino a una decina d’anni fa e i pallettoni per le battute al cinghiale gli erano rimasti, inoltre che la carabina l’aveva trovata mentre era in giro con i cani.
«Faccio l’idraulico e quel casolare a Gattatico lo uso come magazzino – ha sempre sostenuto l’imputato – e conduco una vita normale, ho una famiglia».
Dalla camera di consiglio il gup Ramponi è uscito ieri con una sentenza bifronte: condanna di un anno di reclusione per detenzione illegale di armi, mentre Tremamondo è stato assolto dall’accusa di ricettazione «per non aver commesso il fatto».
Ridimensionata anche la misura restrittiva per il 54enne: sostituiti gli arresti domiciliari con l’obbligo di firma.
In aprile i carabinieri di Gattatico, perquisendo quel casolare, avevano trovato posata su un muro una carabina Diana risultata essere un’arma comune da sparo, non destinata alla libera vendita, detenuta illegalmente (è risultata rubata) unitamente a ben 600 munizioni calibro 12 di cui una quarantina a palla unica custodite in un trolley e 130 munizioni calibro 12 di cui una a palla unica occultate all’interno di uno zaino. —
Tiziano Soresina
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google