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san polo, IL FUNERALE 

Il doloroso addio a Manuele «Resterai nel nostro cuore»

Il doloroso addio a Manuele «Resterai nel nostro cuore»

In centinaia dentro e fuori la chiesa di Barcaccia per dare l’ultimo saluto  al cuoco di 31 anni con la passione della moto, morto venerdì in un incidente

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SAN POLO. Solo tanta sofferenza, ieri, nella chiesa della frazione di Barcaccia per i funerali di Manuele Cilloni, il cuoco di 31 anni morto venerdì in un incidente in moto a Quattro Castella. A dare l’ultimo saluto al giovane hanno partecipato talmente tante persone che è stato necessario togliere le finestre dai cardini per arieggiare la piccola chiesa e per far partecipare alla funzione le numerose persone rimaste, per forza di cose, all’esterno.

In centinaia, soprattutto giovani, i tanti amici di Manuele dell’associazione “Le Gazze”, quelli che con lui hanno organizzato, fino a quando ci sono state, le feste al parco Marastoni. Poi i colleghi della Cir, dove il giovane lavorava, e il paese intero, con la rappresentanza del vicensindaco Marco Fontanili e dell’assessore Chiara Carbognani, amica da sempre del giovane scomparso. Tutti hanno voluto dare l’ultimo saluto a Manuele, ma soprattutto l’ultimo abbraccio, affettuoso e sentito, «a una persone – dice Chiara Carbognani – che per sempre resterà nel nostro cuore e che alla comunità ha dato tanto senza mai chiedere nulla».

Perché Manuele era fatto così; se poteva dare una mano, lo faceva. Con i colleghi della Cir portandoli fuori a pranzo e rendendo il lavoro leggero e appassionante. Con i suoi concittadini, quando nel periodo del lockdown duro era rimasto giornate intere a preparare i pranzi da consegnare alle famiglie chiuse in casa; con gli amici cari delle Gazze, non mancando mai a un incontro di basket o partecipando all’organizzazione di feste ed eventi. La messa, sobria, silenziosa, con la famiglia – mamma Loretta Incerti, papà Wulmer, il fratello maggiore e il gemello di Manuele , annientata dal dolore, in prima fila – è stata celebrata da don Bogan Rostokowski, il parroco di San Polo, che ha esortato i presenti a «non aver paura di piangere», e che per rendere omaggio al giovane ha letto alcuni estratti di poesie che a Manuele piacevano e che ha pubblicato, nel tempo, sulla sua pagina Facebook. «Un momento toccante – ha proseguito Carbognani – che noi amici e la famiglia abbiamo molto sentito».Una volta terminata la messa, la bara bianca di Manuele è uscita dalla chiesa accompagnata solo dagli sguardi commossi dei presenti. Non una voce si è alzata, non un palloncino è stato lanciato in aria, né un applauso è partito, perché è stato un dolore muto e violento a caratterizzare la cerimonia. Solo un messaggio scherzoso, lasciato da un amico, ha alleggerito la cerimonia: «Taca a fèr dla fojéda e di turtée che prima o dòpa, e rivòm anca nuéter». Un pensiero è venuto anche da titolare e personale dell’azienda agricola Montebaducco, dove Manuele lavorava nei weekend: «In tutti questi anni sei stato come un angelo custode per noi, sempre disponibile, paziente e affidabile». —

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