Gazzetta di Reggio

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CODELUPI, VICESINDACO DI BORETTO 

«La corrente tradisce chi nuota Cartelli di divieto in 20 lingue»

A.V.

«I mulinelli sono pericolosissimi Chi abita in zona lo sa ed entra in acqua solo fino alle caviglie. Implementeremo i messaggi in arabo e negli idiomi dell’est»

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BORETTO. L’episodio avvenuto domenica allo “spiaggione” di Boretto – dove un uomo ha perso la vita nel Po e un altro risulta ancora disperso – porta alla ribalta, come ogni estate, il tema della balneabilità del Grande Fiume. Nelle zone d’accesso al fiume sono presenti i divieti di balneazione, anche in lingua straniera, ma sono comunque tante le persone che d’estate decidono di refrigerarsi in acqua, nonostante il pericolo sia sempre dietro l’angolo.

«In queste zone demaniali – spiega il vicesindaco borettese Andrea Codelupi – vige il divieto di balneazione, non tanto per la qualità dell’acqua, notevolmente migliorata negli ultimi anni grazie in particolare al depuratore di Milano, quanto per la sua pericolosità. Mulinelli e correnti, infatti, possono tradire anche chi sa nuotare».

Nella zona della bonifica borettese, dove si è consumata la tragedia, è in vigore un divieto d’accesso, ma la gente raggiunge ugualmente la spiaggia e talvolta entra in acqua.

«A parte questo caso – aggiunge Andrea Codelupi – l’accesso alle altre zone è consentito: non ci sono limitazioni per chi vuole andare in spiaggia a prendere il sole. Poi, una volta in spiaggia, in molti però arrivano anche in acqua. Il punto è che chi abita da queste parti conosce la pericolosità del Po e, al massimo, arriva ad immergere le caviglie. La zona del froldo Croce, in particolare, è ancora più insidiosa in quanto sono in azione le idrovore, che rendono ancora più imprevedibile il fiume che, ricordiamo, è a corrente libera».

Per cercare di limitare disgrazie come quella di domenica, il Comune di Boretto metterà in atto una campagna informativa.

«Oltre ai cartelli già presenti – spiega il vicesindaco Codelupi – ne aggiungeremo altri, in modo da implementare i messaggi di pericolo già presenti. Inoltre, predisporremo una campagna social per sensibilizzare sul tema il maggior numero di persone possibile. Per rendere questa comunicazione ancora più efficace, tradurremo il messaggio in circa 20 lingue: tutte quelle dell’est Europa (in quanto moltissimi bagnanti sono proprio di quelle zone), in arabo e anche in altre lingue». —

A.V.

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