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IL CAMPIONE DI MOTONAUTICA 

Landini: «Ad ogni piena cambia l’assetto del Grande Fiume»

Andrea Vaccari
Landini: «Ad ogni piena cambia l’assetto del Grande Fiume»

«La sabbia può mancare sotto i piedi Occorre mettere le bandiere rosse» 

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Andrea Vaccari

BORETTO. Il Po ha una morfologia tale che ogni suo tratto può nascondere delle insidie. Lo sa bene Giuliano Landini, profondo conoscitore del fiume, sia come pilota di motonautica che come comandante della motonave Stradivari. Ormeggiato con la motonave a Viadana, Landini svela alcuni dettagli del Grande Fiume che aiutano a capire il perché dei frequenti annegamenti su queste rive.

«L’anno scorso non si sono verificati incidenti – afferma – perché c’era una diversa conformazione della spiaggia che, ad ogni piena, cambia le proprie caratteristiche. In questo fiume, infatti, dopo le piene si verificano questi depositi continui di materiale a seguito della cosiddetta migrazione di barre da fondale, ossia grandi quantità di sabbia che si spostano con la corrente. Il problema – sottolinea – sono i cosiddetti “piedi di terra”, ossia lingue di sabbia che non si vedono perché coperte dall’acqua, e che a un certo punto cessano, mettendo in difficoltà chi vi stava camminando sopra. Chi ha una certa esperienza riesce anche a individuarli: dove sono presenti, l’acqua è più scura».

Landini racconta poi un’altra “regola” del fiume, indicando la sponda reggiana. «Se la spiaggia si presenta sottile e bassa – spiega – vuol dire che il livello del fiume rimane costante. Se invece è alta e scende, significa che l’acqua è fonda, e chi ci finisce dentro si sente mancare la terra sotto ai piedi, inghiotte acqua e annega rapidamente. Soluzioni? I cartelli vanno bene, ma potrebbe essere efficace mettere delle “paline” con delle bandierine rosse, come si faceva una volta, piantandole in mezzo all’acqua proprio sui piedi di terra. Se si capita in un vortice nel Po, il trucco per uscirne vivi è restare calmi, perché il vortice ti sputa letteralmente fuori, lo dice la fisica. Se invece gli si oppone resistenza, si affonda. Certo, stare calmi è una parola».

Tra i più esperti conoscitori del Grande Fiume c’è anche il presidente della Motonautica Boretto Po, Paolo Corradini, che ha seguito da vicino le varie operazioni sia domenica che ieri. In particolare, l’associazione ha fornito un concreto supporto ai soccorritori, mettendo a disposizione la gru per posizionare i mezzi in acqua, la propria sede ai medici per la compilazione dei vari documenti e le docce ai sommozzatori. «Nella posizione in cui i due sono stati inghiottiti dall’acqua – afferma – il fiume si restringe notevolmente e la corrente incide molto. L’uomo più anziano era immerso fino al bacino, poi si è spostato ed è finito nel canale navigabile, dove la corrente se l’è preso. Purtroppo, come spesso avviene, ci ha rimesso la vita chi non conosce bene il fiume: molti credono che sia come essere al mare, ma non è così. La profondità può aumentare da un momento all’altro». —

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