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Giallo di Novellara, «Saman cercata coi cani ma in condizioni difficili»

Le ricerche del corpo di Saman con i cani nelel serre di Novellara
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Le ricerche del corpo di Saman con i cani nelel serre di Novellara

Paolo Riva, presidente di Detection dogs Ticino: «Significative le possibilità per trovarla se fosse stata sepolta in quelle 36 serre»

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NOVELLARA. Sono proseguite anche ieri, nelle serre dell’azienda agricola “Le Valli” di Novellara, le attività di ricerca da parte dei carabinieri del corpo di Saman Abbas, la 18enne pakistana di cui si sono perse le tracce dalla notte fra il 30 aprile e il 1° maggio scorso. Secondo gli inquirenti, la ragazza è rimasta vittima di un complotto familiare per il suo rifiuto di accettare un matrimonio combinato in Pakistan con un cugino di dieci anni più grande di lei.In campo, nella giornata di lunedì 28 giugno, c’erano gli uomini del tenente colonnello Luigi Regni, comandante della Compagnia carabinieri di Guastalla, che proseguono le perlustrazioni nonostante l’impiego finora infruttuoso di strumentazioni elettromagnetiche e dei cani dell’associazione cinofila Detection dogs Ticino (Ddt), che ieri sono rientrati in Svizzera dopo tre giorni di ricerche che, appunto, non hanno dato i frutti sperati durante lo scorso weekend.

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«La Ddt è un’associazione cinofila con sede a Lamone, in Svizzera, che collabora con le forze dell’ordine e con le associazioni di soccorso quando il suo intervento è ritenuto promettente per la risoluzione di un caso come quello di Saman Abbas», dice Paolo Riva, presidente dell’associazione, che come accompagnatore cinofilo era a Novellara per le ricerche della 18nne scomparsa.

Riva, ci può fare un resoconto delle vostre ricerche a Novellara?
«Per tre giorni, da venerdì a domenica, abbiamo svolto ricerche di resti umani e tracce ematiche in 36 serre indicate dai carabinieri come quelle dove potrebbe essere stato sepolto il corpo di Saman Abbas. Iniziavamo a lavorare la mattina presto per evitare il caldo estivo, e poi di nuovo dalla sera alla notte, anche se in questo caso c’era il problema dell’aria piena di insetti che disturbano i cani, rendendo difficoltoso il loro annusare».

Quali possibilità c’erano di trovare il cadavere di Saman?
«Il corpo manca da due mesi. Alcune tracce sono state distrutte dal tempo. Per esempio, eventuali tracce ematiche all’aria aperta, come nel caso di Novellara, si deteriorano molto rapidamente, mentre la presenza di un corpo rimane per molto tempo. Ecco perché i cani vengono usati anche in ambito archeologico, per scovare la presenza di scheletri vecchi di secoli. Quindi le possibilità per trovare Saman erano significative, semmai fosse stata sepolta dove abbiamo cercato»

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Come si è svolta la collaborazione con i carabinieri?
«Eravamo uno strumento per gli inquirenti, che ci hanno detto dove cercare. Si è trattato di un lavoro in condizioni difficili e uniche, ma siamo orgogliosi di aver potuto contribuire alle ricerche, e che le autorità abbiano espresso soddisfazione per il nostro lavoro, anche se il risultato non è stato quello sperato».

Che cani avete usato?
«Avevamo sette cani: due pastori tedeschi, un terrier da caccia tedesco, un pastore delle Alpi Apuane, un lagotto romagnolo e due meticci».

E’ previsto un vostro ritorno a Novellara per le ricerche di Saman Abbas?
«Per ora no, ma il sindaco di Novellara ha confermato la disponibilità da parte del Comune di ospitarci di nuovo».

Alla luce delle vostre ricerche, vi sentireste di escludere che il corpo di Saman possa trovarsi in quelle serre?
«Partiamo dall’assunto che i cani non hanno indicato nulla, ma non possiamo metterci la mano sul fuoco e non si può escludere al 100%, ma crediamo nelle risultanze di questo lavoro».

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In quali altri casi è stato richiesto il vostro intervento?
«A febbraio ci hanno chiamato per la ricerca dei corpi dei coniugi Neumair sul fiume Adige, nei pressi di Bolzano».

In quali casi è stato determinante?
«Posso dire che siamo stati determinanti in molti casi coperti da segreto istruttorio, mentre due mesi fa abbiamo contribuito, assieme all’Associazione Penelope per la ricerca di persone scomparse, al ritrovamento dei resti di Federica Farinella, una donna scomparsa 20 anni fa a Chiusano (Asti) per allontanamento volontario».

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