Sotto il divano la droga Condannato 24enne
Pena di un anno e mezzo, ha ora l’obbligo di firma Il giovane ha confessato. La difesa annuncia appello
reggio emilia. Condannato ieri dal giudice Sarah Iusto ad un anno e mezzo di reclusione il 24enne Jesse Ebow Yankej (cittadino italiano con origini familiari ghanesi) trovato una settimana fa con mezzo chilo di droga in casa . Il giovane – non incensurato – è stato giudicato con rito abbreviato, quindi con sconto di pena di un terzo. Non è più agli arresti domiciliari, perché ora ha l’obbligo di firma come richiesto dal difensore Carmen Pisanello: «Siamo soddisfatti – dice al termine l’avvocatessa – visto che la misura restrittiva è ora meno stringente, inoltre riteniamo che in Appello vi siano spazi per ottenere una riduzione della condanna».
la confessione
La settimana scorsa, nell’ambito dell’udienza di convalida dell’arresto, il 24enne si era avvalso della facoltà di non rispondere, ma con quelle che vengono tecnicamente definite “dichiarazioni spontanee” aveva ammesso di essere uno spacciatore e si era scusato in aula per l'errore fatto.
La mattina del 15 giugno, i carabinieri si erano presentati in casa del giovane – in zona Santo Stefano – dove eseguivano una perquisizione, sospettando fosse uno spacciatore.
il borsone della droga
I dubbi degli uomini dell’Arma erano diventati certezze nel momento in cui dentro un borsone accuratamente nascosto sotto un divano, erano spuntati diversi involucri contenenti hascisc e marijuana per circa 500 grammi, oltre a tutto l’occorrente per il confezionamento delle dosi da immettere sul mercato, tra cui quattro bilance di precisione, buste in cellophane e una macchina per la termosaldatura delle buste. Insomma, il perfetto kit dello spacciatore.
soldi e iphone
Trovati anche oltre 1.500 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio, una macchina conta soldi ed un costoso iPhone utilizzato per i contatti con i clienti.
Dinanzi a tali evidenze, ai carabinieri non era rimasto altro da fare che accompagnare l’uomo in caserma.
in udienza
La pm Valentina Salvi – titolare del fascicolo – aveva chiesto per Yankej la misura cautelare in carcere, mentre il difensore una misura restrittiva più lieve. Al termine dell’udienza il giudice Iusto aveva disposto gli arresti domiciliari, ora revocati con l’applicazione dell’obbligo di firma. —
T.S.
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