Tutti stranieri gli annegati degli ultimi vent’anni
Boretto. Senza contare i casi di salvataggio andati a buon fine, la storia recente del tratto borettese di Po richiama alla mente diverse tragedie, avvenute tutte con la stessa dinamica e che hanno avuto come vittime spesso stranieri che non conoscevano bene il fiume.
La più recente risale alla Pasqua del 2017, quando a perdere la vita fu la 34enne nigeriana Agnes Bumi Tokunboh, conosciuta con il nome d’arte di Bebe Brown. La donna, che abitava a Parma, nel tempo libero si dilettava come cantante con discreto successo, e quel pomeriggio venne vista immergersi in acqua per poi non uscire più. In ordine cronologico, da citare anche il salvataggio di un cittadino cinese di 28 anni residente a Viadana da parte di Sauro Maghenzani di Mezzani (Parma), il cui intervento si rivelò decisivo – nell’agosto del 2016 – per evitare la tragedia. Il 22 luglio 2009 a morire fu il 25enne polacco Marcin Smyda, residente a Brescello, il cui corpo venne ritrovato alcuni giorni dopo. Il 15 luglio 2007 annegò il 19enne marocchino Adbellatif Bentaleb, che stava giocando nell’acqua assieme a due amici, provvidenzialmente salvati da Franco Manotti, ex bagnino volontario borettese. Nel giugno 2005, infine, sulla sponda mantovana morirono il giovane turco Bulenti Irez e la fidanzata moldava Nadeja Costiuc, residenti a Boretto. Uno dei drammi rimasti più impressi nella memoria collettiva interessa invece una famiglia italiana, distrutta da quanto avvenne il 3 agosto 1969: il Po inghiottì quattro fratelli di Parma (Mario, Roberto, Mauro e Paolo Ranzini), di età compresa tra i 10 e i 15 anni. —
A.V.
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