«Con l’impianto idrovoro fermo il corpo è affiorato in superficie»
La seconda vittima trovata a 46 ore dall’annegamento. «Lavoro difficile ma doveroso perché dietro la tragedia ci sono delle famiglie»
BORETTO. Quarantasei ore: dalle 14 di domenica scorsa alle 11 di ieri. Tanto è durata l’attesa per recuperare il corpo di Felic Sociu, 32 anni, camionista residente a Sorbolo di Parma, inghiottito dalle acque del Po domenica pomeriggio e ripescato ieri nei pressi dell’impianto idrovoro del Consorzio Emilia Centrale.
A raccontare le fasi del recupero è Aldo Michelini, caporeparto dei vigili del fuoco del distaccamento di Guastalla, 52 anni. «Dopo aver scandagliato in lungo e in largo, con l’aiuto dei sommozzatori di Bologna e Ravenna, il tratto del Po nei pressi dello spiaggione, dove tra l’altro domenica era stato ripescata la prima vittima, e dopo aver perlustrato le due sponde, come abbiamo avuto modo di fare altre volte – spiega Michelini – ci siamo spostati nei pressi dell’impianto idrovoro del Consorzio di bonifica. Alle 9 abbiamo spento le pompe e, sempre con l’aiuto dei sub, abbiamo controllato l’intero tratto».
«Non è stato semplice – prosegue il vigile del fuoco – perché, a causa del risucchio delle pompe e della corrente, l’acqua è resa ancor più torbida, dal momento che si mescola con la sabbia. Dopo qualche tempo, e con l’impianto fermo, il corpo è affiorato in superficie. È stato un lavoro difficile, ma si doveva fare. Dietro a questa tragedia ci sono delle famiglie».
Il corpo del 32enne Felix Sociu è stato poi trasportato con un’imbarcazione dei vigili del fuoco al porto di Boretto per essere composto e trasportato all’obitorio di Guastalla, a disposizione dell’autorità giudiziaria. —
M.P.
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