«Punti nascita, entro l’estate pronti gli studi di fattibilità»
Lo ha affermato l’assessore regionale alla sanità Donini all’assemblea legislativa Delmonte della Lega: «Vogliamo chiarezza su tempi e modalità di riapertura»
castelnovo monti. «Entro l’estate dovranno essere pronti gli studi di fattibilità per la riapertura dei punti nascita nei territori montani della nostra Regione».
Lo ha detto in apertura dei lavori dell’assemblea legislativa l’assessore regionale alla sanità, Raffaele Donini, rispondendo a un question time presentato da Gabriele Delmonte, consigliere regionale della Lega, che chiedeva un aggiornamento. Una necessità nata dopo che il presidente della Regione Stefano Bonaccini aveva pubblicamente ammesso che chiudere i punti nascita di Porretta Terme (Bologna), Pavullo nel Frignano (Modena), Castelnovo Monti e Borgo Val di Taro (Parma) era stato un errore.
«L’impegno a rispettare la promessa di riaprire i punti nascita da parte della Regione c’è – ha aggiunto Donini –. Speriamo che la commissione ministeriale accolga la nostra richiesta di deroga».
La riposta del consigliere leghista Gabriele Delmonte non si è fatta attendere: «Forse con un occhio ai tempi elettorali – ha chiosato – lo studio di fattibilità di Porretta, dal momento che andrà al voto a ottobre, è già pronto, ma questa volta siamo tutti d’accordo. La parola data va mantenuta, e tutti i punti nascita, su cui la Regione ha fatto per fortuna un clamoroso dietrofront, devono essere riaperti in sicurezza nei prossimi mesi per dare dignità e pari diritti alle popolazioni che abitano i centri montani del nostro Appennino».
«Vogliamo chiarezza – ha proseguito Delmonte – sui tempi e sulle modalità di riapertura: il 21 giugno scorso la giunta ha trasferito al ministero la documentazione per la riapertura del punto nascita di Porretta, in provincia di Bologna. Bisogna procedere anche per quelli di Borgotaro, Castelnovo Monti e Pavullo. Ribadiamo quello che abbiamo sempre chiesto: questi punti nascita devono essere riaperti. In passato ci hanno detto che eravamo pazzi a volerli aperti in quanto avremmo messo a rischio la salute delle donne, poi ci siamo sentiti dire “ci eravamo sbagliati”. Chiediamo quindi che si proceda e che vengano riaperti», ha affermato il consigliere, che ha inoltre invitato la giunta regionale «a mantenere la parola data. Bisogna mantenere la credibilità di questa Regione», ha concluso il consigliere della Lega.
La Regione ha previsto una spesa di 2 milioni per il ripristino della struttura di Porretta Terme e 2,5 milioni di spese annuali per la gestione del personale sanitario coinvolto, anche in collaborazione con l’ospedale di Bologna. Delmonte ha chiesto inoltre che la Regione valuti, con il coinvolgimento delle singole direzioni generali Ausl e caso per caso, le necessità per un’adeguata riapertura delle strutture dei reparti quanto a sicurezza, assicurando poi un fronte comune nei confronti della commissione ministeriale quando questa sarà chiamata a esprimersi sulla deroga alla chiusura attuale dei punti nascita.
L’argomento della riapertura dei punti nascita in montagna e in quelle aree meno popolata e con maggiori disagi dell’Emilia Romagna tiene banco anche tra le file del Pd.
È stato il consigliere regionale democratico Matteo Daffadà a chiedere, in un’interrogazione recente, a che punto sia la situazione.
Il consigliere ha ricordato come «la riapertura dei punti nascita di montagna rappresenta un tema di natura strategica, che nel corso di questo mandato dovrà trovare compimento, così come da impegni netti assunti dalla giunta regionale».
Da qui l’atto ispettivo per sapere dalla giunta «a che punto è il procedimento finalizzato alla riapertura dei punti nascita di Borgotaro, Castelnovo e Pavullo, e quali sono gli elementi salienti che potranno garantire un assetto capace di assicurare continuità in tutte le fasi del percorso, dalla presa in carico della donna alla gravidanza e al puerperio, con la valutazione dei fattori di rischio». —
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