Ripartono domani 800 sfratti “sospesi” Firmato un patto per aiutare le famiglie
Comune, prefettura, sindacati, e tribunale uniti contro i disagi causati dallo stop al blocco deciso durante la pandemia
reggio emilia. La crisi economica conseguente alla pandemia aveva generato una serie di importanti misure statali di sostegno alle famiglie in difficoltà. Che ora, dopo un anno e mezzo e con il decrescere dei contagi, stanno via via svanendo. Fra queste una delle più importanti era il blocco degli sfratti, blocco che inizierà a decadere a partire da domani per poi esaurirsi del tutto entro gennaio del 2022.
Le famiglie con morosità incolpevoli e interessate fin da subito sono tante, circa 800 in provincia e 350 nel solo capoluogo. E il rischio, se il fenomeno non dovesse essere governato, è quello di far scoppiare un bubbone sociale senza precedenti.
Proprio per evitarlo ieri mattina è stato siglato, in prefettura, un protocollo di intesa con misure straordinarie di intervento per la riduzione del disagio abitativo e che vede come firmatari, alla presenza del prefetto Iolanda Rolli, la presidente del tribunale di Reggio Emilia, Cristina Beretti, l’assessore alle Politiche abitative del Comune e coordinatore del tavolo provinciale di concertazione, Lanfranco De Franco, i rappresentanti dei sindacati degli inquilini Chiara Lupi (Sicet) e Carlo Veneroni (Sunia) e dei proprietari Maria Carmen Consolini (Asppi) e Annamaria Terenziani, presidente provinciale di Confedilizia.
L’accordo punta a coordinate le procedure di esecuzione degli sfratti per morosità incolpevole e degli interventi di sostegno economico o abitativo in favore dei nuclei familiari interessati in vista, appunto, dell’imminente cessazione del blocco che seguirà tre velocità. Secondo il calendario approvato dal governo le esecuzioni sono state suddivise in tre scaglioni temporali. La prima partirà da domani e interesserà le richieste di sfratto depositate prima del 28 febbraio 2020, quelle cioè precedenti alla pandemia. Il secondo step scatterà invece il prossimo primo ottobre e darà il via libera a quelle che vanno dal 28 febbraio al 30 settembre 2020. L’ultimo passo sarà invece il primo gennaio del prossimo anno e riguarderà le morosità maturate dal primo ottobre 2020 al 30 giugno 2021.
Assieme a questi sblocchi, come strumento innovativo di cautela sociale, si dovrà procedere di pari passo con la garanzia da parte del Comune di individuare più alloggi rendendone efficiente la rotazione. Un impegno che l’amministrazione reggina ha già messo in campo considerato che, grazie a piani straordinari regionali e comunali e al completamento di immobili destinati ad Erp ed Ers, quest’anno saranno complessivamente a disposizione più di 250 ulteriori alloggi destinati all’edilizia popolare e sociale.
Per contribuire ulteriormente a rendere meno traumatica questa graduale ripresa degli sfratti il Comune provvederà anche all’assegnazione di eventuali contributi e al reperimento di risorse provenienti dal fondo per inquilini morosi incolpevoli.
«È stato un lavoro scrupoloso e attento – ha dichiarato il prefetto Rolli – che permetterà l’adozione di misure di graduazione degli interventi in relazione alle criticità delle situazioni sottoposte a procedure di rilascio di immobili. Un protocollo ancora più significativo se si considera che il Comune di Reggio Emilia rientra tra quelli ad alta tensione abitativa, dove è elevato il disagio dovuto, specialmente in questo momento di pandemia, alla morosità incolpevole».
In estrema sintesi il protocollo prevede misure per garantire alle persone sottoposte a sfratto in condizioni di criticità economica e sociale il passaggio da casa a casa o, mediante l’utilizzo di fondi appositamente destinati, la permanenza in alloggio a rinnovate condizioni.
Allo stesso tempo sarà necessario garantire un celere ritorno in disponibilità ai proprietari nelle situazioni di immobili vuoti ma non rilasciati o che non riguardino criticità sociali.
Il Comune si avvarrà di risorse provenienti dal Fondo morosità incolpevole della stessa amministrazione, come da bando pubblicato il 19 ottobre dello scorso anno, o di ulteriori risorse che dovessero arrivare a disposizione da fondi comunali, regionali, nazionali o europei durante l’anno. —
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