Covid, variante Delta: «Paura no, attenzione sì»
L’immunologo di Unimore Andrea Cossarizza stronca sul nascere il proliferare di fake news: «I vaccini funzionano abbastanza bene anche contro questa mutazione»
REGGIO EMILIA. «Chi dice che le varianti si generano a causa delle vaccinazioni purtroppo non sa nulla né di immunologia, né di virologia. Ad esempio la mutazione Delta è nata in India, in soggetti non vaccinati, e quindi esportata in Inghilterra. Le altre varianti, sudafricana e brasiliana, sono insorte per lo stesso motivo, ovvero la massiva replicazione del virus nella popolazione non protetta».
Il professor Andrea Cossarizza, docente dell’Università di Modena e Reggio Emilia, taglia le gambe di netto a una delle fake news più frequenti che circolano nell’ultimo periodo e che si sono rafforzate con l’esplosione della variante Delta: «Siamo di fronte – spiega l’immunologo di Unimore – a una mutazione più infettiva rispetto alle precedenti ed è quindi ovvio che dobbiamo monitorarla con attenzione, ma non dobbiamo avere paura se ci vacciniamo con due dosi. Questo, però, non significa abbandonare le precauzioni: mascherine al chiuso e pure all’aperto quando non c’è distanziamento».
La finale dell’Europeo
La Delta si sta diffondendo rapidamente nel Regno Unito: «C’è stata poca attenzione, con assembramenti nei pub e in altri luoghi senza alcuna precauzione. Basta guardare la gara tra Inghilterra e Germania con i tifosi ammassati. Se ce n’è uno con la variante Delta è probabile che la trasmetta a molti altri. Il presidente Draghi aveva espresso chiaramente i suoi dubbi sull’opportunità di disputare la finale dell’11 luglio a Wembley e io sono d’accordo».
Campagna vaccinale
Oltre alle norme di prevenzione che abbiamo imparato a conoscere in questi mesi, c’è un’altra arma fondamentale, la vaccinazione: «La buona notizia è che i vaccini funzionano abbastanza bene contro la Delta. La vaccinazione protegge dall’infezione (asintomatica o con pochi sintomi) con percentuali che variano dal 60 al 70% in base al tipo di vaccino utilizzato. Se parliamo di malattia grave che richiede il ricovero in ospedale, la protezione arriva al 92-96%. Un soggetto che ha ricevuto due dosi non deve avere paura della Delta, ma, lo ripeto ancora una volta, continuare a rispettare le norme: poiché ci si può contagiare, magari senza nemmeno sviluppare la malattia, e poi trasmettere l’infezione».
Le cause
Tornando sulla formazione delle varianti, Cossarizza conclude: «I virus mutano semplicemente perché commettono qualche errore quando si replicano, e questo fenomeno è completamente indipendente dalla presenza di un vaccino o di una qualunque risposta immunitaria. È poi ovvio che se un ceppo di virus è più efficace di altri prenderà il sopravvento, a prescindere dal fatto che la popolazione sia vaccinata o meno. E il virus colpisce in primo luogo le persone non vaccinate, o quelle che per vari motivi rispondono male ai vaccini che, lo ricordo, possono essere una percentuale significativa del totale».
Per il professor Cossarizza, «dunque finché ci saranno contagi ci sarà la possibilità che si generi qualche nuova variante. Ed è questo che dobbiamo evitare, estirpando completamente il virus dalla popolazione. Proteggersi con i vaccini e seguire le norme di prevenzione è fondamentale in quest’ottica». —
GIB
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
