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NOVELLARA 

«Numeri da capogiro, ora basta Necessarie azioni concrete»

«Numeri da capogiro, ora basta Necessarie azioni concrete»

La Cgil e la Flai di Reggio Emilia richiamano le aziende alle proprie responsabilità «Sulla tutela dei lavoratori non è possibile risparmiare»

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NOVELLARA. La Cgil e il sindacato di categoria dei lavoratori dell’agroindustria (Flai) di Reggio Emilia si dicono vicine alla famiglia di Roberto Romitti, ed esprimono sgomento e cordoglio per l’ennesimo caso di infortunio mortale sul lavoro.

«Non è accettabile che si continui a morire lavorando, in un continuum con frequenze da capogiro – scrivono in una nota –. Da quando il Paese ha “riaperto”, dopo lo stop imposto dalla pandemia e in base a quel “rischio calcolato” messo in conto nelle parole del presidente Draghi, quasi quotidianamente registriamo morti riconducibili all’attività lavorativa. È un “rischio calcolato” che non può essere accettato. Si protrae lungo tutta la Penisola una strage continua, che ipocritamente viene definita col termine di “morti bianche”, che non può far rumore solo nell’immediato per sparire dai radar fino alla prossima vittima».

Per questo Flai e Cgil chiedono «in tempi rapidissimi un cambio di passo fatto di azioni concrete, da parte delle imprese che devono investire nella salute e sicurezza dei propri dipendenti e non considerare la tutela dell’incolumità di chi lavora come una voce di spesa sui cui risparmiare». Inoltre chiedono l’aumento di ispezioni e sanzioni e «che questo tema assuma primario rilievo nell’ agenda politica nazionale».

«Non ci stanchiamo di ripetere che non è più possibile rimandare il momento in cui tutti, dalle Istituzioni, agli organi ispettivi, al sindacato e alle imprese, operino responsabilmente mettendo in campo ogni azione necessaria per fermare questa inaccettabile strage» scrivono in conclusione. —

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