«Per lei fatto tutto il possibile Ora servono altri strumenti»
Passa la mozione Pd che chiama in causa le istituzioni nazionali Il centrodestra vota contro «Applicate male le procedure» Il M5S opta per l’astensione
NOVELLARA. Per la prima volta, a livello istituzionale, martedì sera in consiglio comunale si è parlato della tragica vicenda di Saman Abbas. La mozione proposta dal Pd è stata approvata dal consiglio con il voto unanime dei consiglieri di maggioranza, l’astensione del Movimento 5 Stelle e il voto contrario del centrodestra.
«Il Comune di Novellara e le forze dell’ordine hanno usato tutti gli strumenti possibili per sostenere l’autodeterminazione di Saman Abbas al di fuori del contesto familiare». Partiva con queste premesse – che ribadiscono il buon operato degli amministratori locali sulla gestione della vicenda della giovane pakistana che si ritiene essere stata vittima di un complotto familiare dopo il suo rifiuto di accettare un matrimonio combinato – la mozione presentata da Gianluca Arcetti, capogruppo dalla lista di maggioranza “Novellara Bene Comune” e segretario locale del Pd. Posizione ribadita dal sindaco Elena Carletti: «Saman è stata seguita fino a quando ha espresso il suo consenso a essere protetta. Sotto processo non ci sono i servizi sociali, ma un piano criminale, se confermato, messo in atto dal suo nucleo familiare. La pubblica amministrazione ha agito nel limite delle proprie competenze. Saremo al fianco della magistratura, mettendo a disposizione tutta la documentazione che ci verrà richiesta».
«Quello di Saman – questa la lettura della tragedia proposta dalla mozione – è un femminicidio avvenuto in ambito familiare che ha colpito una ragazza sin dalla sua minore età. Il contesto nel quale la vicenda si è consumata disvela i tratti più feroci del patriarcato che attraversa popoli e nazioni. Una cultura del possesso che prescinde il credo religioso, la condizione economica e sociale di appartenenza, ravvisandosi in sacche tradizionaliste presenti in culture o etnie diverse».
Con la mozione i consiglieri di maggioranza chiedono al sindaco e alla giunta di impegnarsi su vari fronti e a vari livelli «per sollecitare le istituzioni nazionali a promuovere una campagna informativa su questo tema, nonché rafforzare gli strumenti di protezione dei minori, ponendo particolare attenzione al rispetto dell’obbligo scolastico e al delicato passaggio alla maggiore età; a richiedere l’istituzione di un osservatorio nazionale sulla violenza contro le donne che contempli i fenomeni dei matrimoni forzati o precoci; a sollecitare la Regione Emilia-Romagna affinché nel nuovo Piano regionale contro la violenza di genere preveda azioni specifiche e risorse mirate a sostegno degli enti locali per prevenire e contrastare fenomeni di segregazione della volontà in ambito familiare, anche attraverso profili di sostegno psicologico e di mediazione culturale».
I consiglieri di centrodestra hanno motivato il loro voto contrario: «Nella mozione – osserva Cristina Fantinati del l’opposizione – si fa riferimento all’uccisione di Saman come un caso di femminicidio, mentre le ordinanze del tribunale di Reggio Emilia, sottoscritte dal giudice Luca Ramponi, più volte affermano che si tratti di “un omicidio di matrice religiosa, un atto compiuto per fede, sicuramente fondamentalista”. Inoltre, pressoché tutti quegli strumenti invocati dai consiglieri di maggioranza tirano in ballo Regione e Governo nazionale, ma sulla carta gli strumenti ci sono già: sono stati usati male, o non messi in pratica. I protocolli per salvare Saman ci sono già, a livello di servizi sociali locali, bastava metterli in pratica, per esempio usando tempestivamente il principio della protezione urgente, perché Saman a casa non era sicura, viste le numerose e preoccupanti avvisaglie emerse nel recente passato relative al suo ambito familiare». Il M5S, ha optato per l’astensione perché – spiega la capogruppo Valentina Canova – pur essendo d’accordo sui dispositivi richiesti dalla mozione, molti di essi sono già in essere, a parte l’istituzione di un osservatorio nazionale sulla violenza contro le donne che è un’iniziativa interessante. Da parte nostra, a Novellara chiediamo una commissione speciale sul tema dei matrimoni forzati». —
A. C.
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