Scaduto ieri il tempo limite per partecipare all’iniziativa
Sono terminati a mezzanotte i primi sei mesi durante i quali era necessario effettuare almeno 50 pagamenti per avere massimo 150 euro
reggio emilia. I giochi sono fatti e i rimborsi inizieranno ad arrivare - si spera - già nelle prossime ore. Si è concluso a mezzanotte di ieri il primo semestre del cashback di Stato, l’iniziativa pensata e voluta dall’esecutivo di Giuseppe Conte per incentivare i pagamenti elettronici a contrasto dell’evasione fiscale, la vera piaga pestilenziale di questo Paese.
La misura prevede un rimborso massimo di 150 euro senza un importo minimo di spesa. Ogni acquisto - purché fisico e non online - effettuato con carte e applicazioni di pagamento registrate ai fini del cashback fa accumulare il 10 per cento dell’importo speso fino a un massimo di 15 euro per singola transazione.
Per partecipare al piano, ossia per ottenere i rimborsi, è necessario essere cittadini maggiorenni residenti in Italia e soprattutto scaricare l’app per i servizi pubblici “IO”, registrarsi e comunicare il proprio codice fiscale nonché indicare un Iban per il rimborso sul conto corrente e le carte di credito o di debito utilizzare per effettuare i pagamenti.
Fatto tutto ciò era infine fondamentale raggiungere entro ieri, data di scadenza del semestre, un minimo di 50 transazioni per poter ottenere i rimborsi a cui si ha diritto.
Ma a tutto questo si aggiunge un plus, un premio ambito da molti e concesso solamente ai primi 100mila partecipanti con il numero più alto di transazioni eseguite che otterranno, oltre ai 150 euro, altri 1.500 euro di bonus.
Una classifica calcolata senza tener conto della cifra spesa così da non penalizzare, nelle intenzioni del legislatore, i meno abbienti e rendere i primi posti appannaggio solo di chi ha a disposizione patrimoni più ingenti.
Bene insomma, verrebbe da dire. Sì, ma non benissimo. Dov’è infatti l’inghippo? Nel non aver previsto una norma che impedisca l’accumulo di microtransazioni per acquistare lo stesso prodotto, drogando e dopando l’intera classifica con migliaia di furbetti che, come nel caso citato nell’articolo di cui sopra, assaltano i self service dei benzinai con acquisti da pochi centesimi di euro.
In realtà un comma che bloccava questa pratica scorretta inizialmente era stato inserito, salvo poi sparire misteriosamente durante l’approvazione finale del provvedimento.
A incrementare la corsa alle ultime ore di cashback ci si è poi messa anche l’incertezza sulla sua proroga anche per il secondo semestre dell’anno, dopo la paventata cancellazione a cui starebbe pensando il Governo Draghi e che potrebbe essere confermata a breve. —
L. G.
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