Si torna a cercare nelle porcilaie Ma di Saman nessuna traccia
Oggi tra le serre saranno fatti scavi più profondi e ampi Di nuovo al lavoro le unità cinofile e l’elettromagnetometro
NOVELLARA. Anche ieri sono proseguite le ricerche del corpo di Saman Abbas. I carabinieri della Compagnia di Guastalla, i forestali di Reggio Emilia e l’unità cinofila di Bologna hanno allargato il raggio delle ricerche, ispezionando l’area circostante a una grande porcilaia dismessa e alle vasche di stoccaggio dei liquami, nella parte non asfaltata di Viazza Reatino. La zona è vicina alla striscia boschiva ispezionata l’altro ieri, dietro all’azienda, in un’area di campagna scarsamente popolata, distante circa un chilometro dalle serre. Le attività sul campo erano coordinate dal tenente colonnello Luigi Regni, comandante della Compagnia carabinieri di Guastalla, e dal comandante dei carabinieri di Novellara, Pasqualino Lufrano.
Le porcilaie esplorate nuovamente ieri dai cani molecolari erano operative fino allo scorso dicembre. Si trovano in una zona di campagna facilmente accessibile dall’azienda agricola dove lavoravano i famigliari di Saman Abbas. Quelle stalle abbandonate, sotto alle corsie dove deambulavano i suini, hanno una sorta di doppio fondo, una fossa per la raccolta dei liquami, che nel gergo contadino viene chiamata “tomba”.
Quando si riempivano, le deiezioni venivano pompate fuori e sversate nelle sette vasche di stoccaggio dei liquami annesse all’allevamento. Per attingere al letame, e per permettere ispezioni, esistono alcuni tombini posizionati lungo le corsie e in fondo alle stalle, spesso immediatamente all’esterno.
Tutte zone passate al setaccio dalle unità cinofile, ma senza risultati, come nelle precedenti occasioni. Relativamente alle sette vasche di stoccaggio, nonostante non ci siano più i maiali da dicembre, sono ancora piene e non del tutto decantate, come dimostrano le foto effettuate qualche giorno fa utilizzando un drone. Per permetterne una più attenta esplorazione da parte degli inquirenti, il livello del liquame è stato abbassato attraverso un parziale svuotamento delle vasche. Con perlustrazioni a piedi e con l’ausilio dei cani molecolari, i militari hanno anche ispezionato strade carraie, piccole zone boschive, vigneti, campi agricoli, fossi e canali – in particolar modo il cavo Minara, attualmente colmo d’acqua per l’irrigazione dei campi, e il cavo Cardinale che scola le acque basse.
Sono zone di interesse per le ricerche già controllate in passato a più riprese da carabinieri, vigili del fuoco, sommozzatori e cani molecolari, con l’ausilio di sonde, gommoni, droni ed elicotteri, ma gli inquirenti non lasciano nulla al caso e vogliono essere certi che il corpo di Saman non si trovi in quella zona, prima di procedere oltre.
A dimostrazione dell’attenzione scrupolosa adottata degli investigatori, vicino a un piccolo bosco ispezionato ieri, sulla riva di un fosso è stato effettuato uno scavo in corrispondenza di un vecchio cippo di un grande albero, ormai secco e marcio da tempo. Anche se non ci sono stati riscontri, poteva rappresentare un altro luogo ideale per camuffare un eventuale interramento di un cadavere.
Oggi si torna a cercare nel perimetro dell’azienda agricola “Le Valli”. Saranno ultimate le operazioni di scopertura di tutte le 178 serre coltivate ad anguria per consentire di completare, nei prossimi giorni, tutte le verifiche, in analogia a quanto già fatto per le altre serre esaminate con ispezioni visive, carotaggi, cani molecolari, elettromagnetometro ed escavazioni.
Da oggi, nelle serre giunte a fine produzione, un’azienda novellarese di movimento terra effettuerà scavi più profondi e con maggior diametro, in un centinaio di punti dove l’utilizzo dell’elettromagnetometro ha evidenziato anomalie piccole e grandi, che sono state tutte mappate. —
Alessandro Cagossi
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