Covid, gli open day per gli over 60 non decollano. Resiste lo zoccolo duro dei 15mila renitenti al vaccino
A Reggio Emilia pochissime prenotazioni per il monodose Johnson & Johnson, l’appello dell’Ausl: «Fatelo, ora è il momento giusto»
REGGIO EMILIA. Da migliaia di richieste di adesione in una manciata di minuti a poche, desolanti, prenotazioni al giorno. Non decollano – anzi, non raggiungono nemmeno la pista – gli open day vaccinali organizzati con il vaccino monodose Johnson & Johnson.
I 15mila over 60 che mancano all’appello si confermano per quello che già si sospettava fossero: uno zoccolo duro di popolazione che, per dubbi, paure o credenze, rifiuta di aderire alla campagna vaccinale contro il Coronavirus nonostante i ripetuti sforzi di convincimento dell’Ausl.
Agende aperte da mesi, campagne di informazione, spiegazioni dei medici di base, appelli pubblici e ora anche la possibilità di ricevere, immediatamente, una protezione monodose che non necessita di richiamo e che, secondo i primi studi, è efficace anche contro la variante Delta. Passando così un’estate e una parte finale dell’anno in maggior tranquillità. A fare il punto della situazione su questo particolare aspetto, ieri mattina in conferenza stampa, sono state la direttrice generale dell’Ausl, Cristina Marchesi, e Nicoletta Natalini, direttrice sanitaria.
Gli open day – che ricordiamo mettono a disposizione 4.500 dosi spalmate in tutta la provincia – «hanno ancora molti posti liberi», spiega la Natalini. Le prenotazioni «stanno andando in modo completamente diverso dalle precedenti iniziative simili, in cui avevamo avuto fino a novemila domande in 10 minuti. In questo caso invece, con le agende aperte da giorni, abbiamo poche centinaia di prenotazioni, numeri davvero molto bassi».
Tristemente, prosegue la dirigente, «un po’ ce lo aspettavamo. Gli over 60 si potevano prenotare per il vaccino anti Covid da circa due mesi e quelli che non lo hanno fatto finora vuol dire che hanno una certa resistenza. Ma il fatto che Johnson & Johnson sia monodose e che dia una buona protezione anche contro la variante Delta speravamo rappresentasse un incentivo sufficiente a vaccinarsi».
Fatto una volta, insomma, ti sei tolto il pensiero. Anche perché «con Pfizer il richiamo sarebbe ad agosto, mentre vaccinarsi con J&J a luglio vuol dire passare un’estate più serena in termini di sicurezza contro il contagio. Gli elementi a favore sono davvero tanti».
Un mantra, quello della necessità di vaccinarsi, «che ripetiamo in tutte le occasioni possibili – prosegue Natalini – sperando che le persone capiscano quanti sono gli elementi a favore rispetto ai pochi effetti collaterali che ha qualunque farmaco e che comunque, al 99,9 per cento, sono di modesta entità. Bisogna poi considerare che chi contrae una seconda volta il Covid è praticamente sempre un cittadino che non si è vaccinato, non ha fatto la seconda dose o non ha completato il ciclo vaccinale».
Sulla necessità di sfruttare queste occasioni, e di farlo ora, è tornata anche Marchesi: «Adesso è il momento ottimale per vaccinarsi. È chiaro che c’era una spinta maggiore a febbraio, quando tra l’altro le dosi erano poche, ma sfruttando il fatto che la pandemia sia sotto controllo ci si può mettere a posto per affrontare poi l’autunno. Mi rivolgo ai 15mila over 60 ancora reticenti: vaccinatevi, su chi lo ha fatto i benefici sono evidenti. Basta prendere a esempio anziani e operatori sanitari, non abbiamo praticamente più casi».
Anche perché, conclude la direttrice generale, «in prospettiva ci preoccupa la variante Delta. La Regione sta sequenziando dei campioni e quasi sicuramente avremo dei casi anche nella nostra provincia, vaccinarsi è davvero fondamentale». —
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