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canossa, IL CORDOGLIO 

«Il casaro Andrea Caiti artista del Parmigiano Ha vinto molti premi»

Da.Al.

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CANOSSA. Cordoglio a Canossa per la morte di Andrea Caiti, il 44enne mastro casaro del caseificio di Selvapiana. Andrea è scomparso nei giorni scorsi dopo aver lottato contro la sua malattia per alcuni mesi. Una malattia che lo ha portato via a soli 44 anni. Da tanto si era trasferito a Canossa, dove viveva con la sua amata famiglia.

Da più di dieci anni faceva il casaro al caseificio Colline di Selvapiana. Ed è il titolare dell’azienda, Sergio Carapezzi, a ricordare il dipendente: «Andrea è stato un grande artista, un grande lavoratore, uomo instancabile e preciso. Era un nostro dipendente e un grande casaro. Oltre all’amore per il lavoro, nella sua vita c’erano anche la famiglia – prosegue il titolare commosso – l’amore per la moglie Alessandra e il figlio di sei anni. Tempo fa era stato operato al cuore. Pensavamo che tutto si fosse risolto, e invece non è stato così. Andrea alcuni mesi fa è stato ricoverato di nuovo e dall’ospedale non è più uscito. Di lui non ci scorderemo mai – afferma Sergio Carapezzi – non solo svolgeva il suo lavoro con umiltà, ma insegnava anche ai ragazzi più giovani il mestiere del casaro. Come caseificio, abbiamo gareggiato in diversi concorsi, e con Andrea abbiamo vinto diversi primi premi. Ci mancherà tanto».

Andrea, con molta dedizione e umiltà, ha conosciuto e imparato il mestiere del casaro al fianco di Luigi Montruccoli, mastro casaro esperto che ha lavorato per oltre 30 anni nei caseifici della zona. La sua prima esperienza come garzone è avvenuta nel caseificio di Villa Curta a Reggio, poi ha iniziato la sua scalata. Prima di raggiungere lo storico caseificio di Selvapiana, aveva lavorato anche nel Modenese, al caseificio di San Michele.

«È stato Andrea – c’è scritto sul sito del caseificio Colline di Selvapiana, dove viene reso un piccolo tributo a ogni lavoratore – che in tutti questi anni, fino ad oggi, ha saputo portare avanti e trasmettere con sapienza e maestria la preziosa eredità alle persone che hanno lavorato al suo fianco nel rispetto degli antichi metodi di lavorazione».

Nel 2013, alla cinquantesima edizione della Festa del casaro reggiano, Caiti ha ricevuto lo Spino d’Argento, premio assegnato sulla base dell’ottimo risultato ottenuto nella fase di espertizzazione delle forme di Parmigiano Reggiano, valutate dagli esperti del Consorzio di Tutela. Nel 2018 si è aggiudicato il premio del “taglio della forma” Città di Casina, al tradizionale Palio. Un anno più tardi, al World Cheese Awards a Bergamo, ha vinto la medaglia d’argento con la Nazionale del Parmigiano Reggiano. Professionalità, sapiente uso della tradizione, uniti a una grande passione e competenza, erano le caratteristiche per cui Caiti si è sempre distinto. Al lavoro e con gli amici Andrea non faceva mancare un sorriso a nessuno, ed era benvoluto da tutti. Mercoledì sera tanti amici e parenti si sono recati alla chiesa di Canossa per un abbraccio alla sua compagna e a suo figlio, ricordandolo e recitando il Rosario.

Il funerale verrà celebrato questa mattina a Canossa: il corteo funebre partirà alle 9.30 dalla camera ardente di Coviolo e raggiungerà il cimitero di Selvapiana, dove verrà sepolto. —

Da.Al.

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