La scuola parrocchiale chiude dopo 118 anni
Il presidente don Gino Bolognesi. «Un grande dispiacere, ma con il calo demografico gli iscritti rimasti sono solo sei»
fabbrico. «Con solo sei iscritti per il 2022, non potevano certo tenere aperta la scuola materna». Ed è così che, dopo 118 anni di attività educativa, di innumerevoli generazioni di bambini che hanno iniziato il percorso scolastico e formativo nelle aule della di piazza Vittorio Veneto, la scuola dell’infanzia “Landini”, parrocchiale paritaria, chiude definitivamente i battenti.
A spiegare il perché è il presidente don Gino Bolognesi, che ha coordinato le attività della scuola negli ultimi sei anni. «A causa di questo inarrestabile calo demografico, la scuola dell’infanzia parrocchiale è costretta a chiudere – spiega –. Ma d’altro canto, con altre due strutture analoghe in paese, una comunale e l’altra statale, la vittima sacrificale non poteva essere che la Landini. È un dispiacere enorme, perché le attività procedevano bene e bambini e famiglie erano soddisfatti». Ma i numeri non hanno lasciato scampo: 13 bambini nell’anno scolastico 2020-21, e comunque la scuola ha tentato di resistere. Ma i nuovi iscritti sono troppo pochi, e la decisione è stata presa.
«Mi ricordo sei anni fa – prosegue don Gino – quando ho iniziato a presiedere la scuola: gli iscritti erano 60. Poi, via via, anno dopo anno, il calo è stato costante, fino ad arrivare a un numero di iscritti che non ci ha consentito di proseguire l’attività». A causa della chiusura, le tre insegnanti e l’unica ausiliaria dovranno trovare un’altra occupazione. Lo stop annunciato della Landini ha lasciato l’amaro in bocca a tante famiglia. Ed è stata una mamma, Paola Merzi, ad esprimere il disappunto sulla pagina Facebook “Sei di Fabbrico se”: «Avevamo già scritto nei mesi scorsi, come famiglie dei bambini iscritti, delle problematiche e delle difficoltà che la scuola, la nostra come tante altre realtà, si trovava ad affrontare e del rischio di una possibile chiusura. E così eccoci arrivati alla fine. Penso che per un paese la chiusura di un servizio educativo sia sempre una sconfitta. E debba far riflettere su tante problematiche attuali, dal calo delle nascite alla necessità della rivalutazione del supporto alle famiglie, problemi che purtroppo portano anche a questi risultati. Forse si poteva far di più, anche magari superando certi preconcetti attuali sul tipo di scuola ormai retrogradi, ma che purtroppo in più occasioni mi è capitato di sentire».
Anche il sindaco Roberto Ferrari si dice dispiaciuto per la fine «di un’esperienza durata più di un secolo e con una storia alle spalle. Ma non credo si potesse fare altro. Il calo della natalità a Fabbrico, ma come del resto in ogni parte di Italia, è molto consistente. Quest’ano in paese sono nati solo 55 bambini; quando ne nascevano 85 c’era posto per tutti. Ma purtroppo non è più così». —
Cristina Orsini
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