Mega-polo logistico al casello di Caprara
Lo propone la multinazionale Mileway: 20mila metri quadri “Alternativa civica” sollecita i tre Comuni e la Provincia
SANT’ILARIO. La proposta di realizzare un mega-polo logistico nell’area di sviluppo in prossimità del casello autostradale di Caprara di Campegine ha scoperchiato un problema di rilievo per il territorio. A riaprire la questione è il gruppo di opposizione “Alternativa civica per Sant’Ilario e Calerno”. «L’area di cui stiamo parlando è definita dalla pianificazione urbanistica come area di sviluppo economico sovraprovinciale. È stata individuata come intervento strategico per un ampio territorio, a partire dai Comuni di Campegine, Gattatico e Sant’Ilario, che proprio per questa scelta hanno evitato di inserire nuove aree di sviluppo produttivo nei loro piani urbanistici comunali. I tre Comuni e la Provincia hanno stipulato un accordo territoriale per definire le finalità dell’area e promuoverne la realizzazione. L’area, per la sua unicità, è stata individuata per l’insediamento di imprese di qualità nell’ambito della manifattura, della logistica e dei servizi. Dopo molti anni, nulla è stato fatto di quanto programmato; tutto è rimasto sulla carta».
A volere realizzare il polo logistico nei pressi del casello autostradale – di fronte all’altro casello in zona (quello del latte: il Caseificio agricolo del Milanello) è Mileway, che propone di realizzare una sede logistica di 20.000 metri quadrati di capannoni su una superficie di 100.000 metri. Mileway, società pan-europea leader nel settore degli immobili per la logistica dell’ultimo miglio, nel 2020 ha sottoscritto contratti d’affitto con 4 dei maggiori operatori della logistica conto terzi (3PL) in Italia: con Tiesse Spa, azienda di trasporti e logistica di Milano, per 8.700 mq, a San Giuliano Milanese; con Logistika, operatore italiano di 3PL, per 2.100 mq, a Genova; con Gls Italy, ramo italiano del corriere espresso internazionale Gls, per 4.100 mq, a Sant’Andrea delle Fratte (Perugia); con il ramo italiano di un operatore internazionale 3PL, per 6.200 mq, a San Giuliano Milanese.
«Tutto ciò al di fuori di qualsiasi iniziativa coordinata da parte dei tre Comuni e della Provincia, come espressamente previsto nell’accordo territoriale. La mancanza di una concreta e coordinata attività di promozione ha lasciato campo libero all’iniziativa estemporanea di privati. Alternativa civica si è già espressa pubblicamente sul futuro dell’area e presto riprenderemo con forza questo tema. Oggi la questione più urgente riguarda il ruolo degli enti pubblici e della trasparenza su quanto sta avvenendo, per evitare soluzioni precostituite. Non è credibile che il Comune di Campegine non abbia avuto alcuna interlocuzione con la società Mileway, essendo il Comune titolare territorialmente. Il nostro gruppo consigliare ha rivolto un’interrogazione al sindaco di Sant’Ilario, che tramite l’assessore Menozzi ha dichiarato di essere all’oscuro dell’iniziativa. Da Gattatico non è arrivato alcun commento».
«Che senso ha procedere in questo modo per la più grande area di sviluppo del nostro territorio? L’area sovraprovinciale non è di competenza del solo Comune di Campegine. Perché i tre Comuni e la Provincia, dopo tanti ritardi, non procedono congiuntamente e in modo trasparente alla sua gestione? E’ una domanda che richiede una risposta urgente, perché riguarda il futuro del lavoro, dell’ambiente e della qualità dei nostri Comuni. Non accetteremo in silenzio un modo di governare che rinnega una prassi e una storia del governo partecipato del territorio». —
Daniela Aliu
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