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scandiano 

Terminati i lavori di ripristino della grande frana di Mazzalasino

Adr.Ar.

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SCANDIANO. Al sicuro dai dissesti e dalle frane del 2015. Nei giorni scorsi sono terminati i lavori, dal valore complessivo di 140mila euro, avviati a Mazzalasino di Scandiano lungo la strada che risale verso Viano, nella vallata del torrente Tresinaro.

L’intervento è stato finanziato dalla Regione e curato dalla sezione reggiana dell’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile all’interno del pacchetto di opere, finanziate per ripristinare i danni provocati dalle durissime settimane di maltempo che segnarono l’Emilia Romagna nel maggio 2019. La frana originaria risale a quattro anni prima, al 2015, le piogge e le tempeste del 2019 avevano complicato il quadro. Nel 2015 una colata di argilla distaccatasi dal fronte montuoso aveva invaso parte del borgo di Mazzalasino, sfiorando cinque case e ostruendo quasi completamente l’alveo del piccolo Rio Mazzalasino, generando rischi di ulteriori problemi. Le cosiddette frane a colata rapida sono particolarmente pericolose perché si possono generare con poco preavviso e perché, per loro caratteristiche strutturali, tendono a riattivarsi progressivamente, una volta dopo l’altra.

Dopo lo smottamento, erano stati avviati i primi cantieri di emergenza per evitare quantomeno un peggioramento dell’esistente, l’ultima operazione da 140mila euro ha completato la risistemazione. Nel concreto, a 200 metri di altitudine, a monte del borgo, è stata completata una paratia con pali del diametro di un metro, «profondi oltre 8 metri e collegati in testa da una trave in cemento armato per controllare il materiale franoso della parte alta del versante che già svolgeva un effetto di contenimento», spiegano i tecnici regionali. Su questa base stabile, sono poi state completate le rifiniture: «L’ulteriore finanziamento ha permesso di portare a termine e completare l’opera», ribadisono. «Con gli ultimi lavori si è intervenuti sulla paratia di sostegno allungandola verso sud e sono stati inseriti tiranti di ancoraggio. Sopra la trave di collegamento sono stati formati diversi ordini di gabbioni, mentre al di sopra della trave è stata realizzata una struttura costituita da tre ordini di gabbioni per un’altezza di tre metri».

Gli addetti incaricati hanno poi lavorato sui detriti fangosi e terrosi accumulatisi nel tempo e sul corso del minuscolo Rio Tresinaro, così da governare al meglio il flusso delle acque superficiali che passano a fianco del paesino. L’intervento era particolarmente atteso dai residenti e avevano timori su possibili ulteriori cedimenti, in annate in cui i periodi di maltempo brusco e intenso non sono certo una novità. —

Adr.Ar.

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