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CASTELLARANO, il processo 

Tre chili di marijuana fra il caffè condannato un giovane operaio

T.S.

Per il pacco sospetto quasi un anno di reclusione (pena sospesa) al 27enne La difesa: «Lui e la famiglia non sanno nulla di quella consegna, faremo appello»

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castellarano. All’operaio 27enne Sergio Lombardo è costato – ieri mattina in tribunale – una condanna a 11 mesi e 10 giorni di reclusione (pena sospesa) quello strano pacco consegnatogli il 22 giugno scorso da un finto fattorino (in realtà era un carabiniere). Nello scatolone, tra i chicchi di caffè, vi erano anche sette involucri termosaldati contenenti 3.6 chilogrammi di marjuana.

Il giudice Cristina Beretti ha emesso una condanna più severa rispetto a quanto chiesto dalla pm Piera Giannusa (8 mesi di reclusione). Giudicato con rito abbreviato – quindi con sconto di pena di un terzo – il 27enne fin dal primo momento ha negato che quel pacco fosse rivolto a lui. Una difesa articolata in più punti, come ha esposto l’avvocato Matteo Iotti nella sua arringa culminata nella richiesta d’assoluzione. «Né il mio assistito, né la sua famiglia sanno qualcosa di quel pacco – argomenta il legale – che non hanno mai ordinato. Lombardo, fra l’altro, per problemi di salute non può nemmeno essere un consumatore di marijuana. Qui stiamo parlando di un possesso di droga inconsapevole, perché l’imputato ha solo firmato la bolla di consegna, poi gli è stato intimato di aprire il pacco di cui non conosceva il contenuto. Anche l’attività di spaccio non sta in piedi, visto che il giovane lavora come operaio in ceramica ed aiuta pure la cognata nel ristorante, con regolare contribuzione. È necessario – conclude il difensore – che si facciano ulteriori indagini su quanto accaduto». Tesi difensive che non hanno convinto il magistrato giudicante, da qui la condanna. All’uscita dall’aula la secca replica dell’avvocato Iotti: «Faremo appello, una volta lette le motivazioni della sentenza».

Decisivo in questa vicenda che in caserma si sia presentato un corriere che ha riferito come durante una consegna abbia notato che da uno dei pacchi destinato al 27enne erano usciti dei chicchi di caffè. Solo che nel verificare l’integrità del pacco il corriere, dopo averlo maneggiato, ha avvertito distintamente un odore sospetto, di sicuro non di caffè, e per questo motivo si è presentato ai carabinieri. Una volta verificata la segnalazione e accertato che l’odore proveniva dalla droga nascosta tra il caffè, era stato organizzato il blitz.

Un militare si è “travestito” da corriere e si è presentato a casa del giovane. Consegnato il pacco, con firma della bolla inclusa, il carabiniere si è qualificato e assieme ai colleghi che attendevano nei pressi, ha invitato l’operaio ad aprire il pacco, scoprendone il contenuto.

I carabinieri di Castellarano e Castelnovo Monti erano sulle tracce di una considerevole partita di droga, destinata con ogni probabilità al mercato reggiano e modenese. Le indagini stanno proseguendo per risalire a chi abbia spedito lo stupefacente e per accertare i canali a cui era destinata la “maria”. —

T.S.

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