Alta tensione tra la sindaca e la maggioranza targata Pd
Poviglio. La vicenda che ha al centro il trasferimento degli ospiti della casa di riposo ha acuito le frizioni tra la sindaca Cristina Ferraroni e il gruppo di maggioranza.
Le prime “crepe” si erano già manifestate nei mesi scorsi, con le dimissioni di due assessori dalla giunta, e nell’ultimo periodo la convivenza con alcuni consiglieri non è sempre stata facile. Durante la seduta del consiglio comunale di mercoledì, ha fatto discutere l’intervento del consigliere Juri Iemmi, segretario del Pd locale, che ha letto una dichiarazione a firma sua e della capogruppo di maggioranza Clara Zannoni.
Parole che hanno generato molte polemiche e che hanno visto intervenire sui social la stessa Zannoni per fare chiarezza. «I consiglieri di maggioranza – ha spiegato rispondendo ad alcuni commenti – non sono chiamati a esprimersi attraverso una votazione sull’argomento. Nessun consigliere di maggioranza ha votato o si è espresso a favore del trasferimento degli ospiti della Cra. L’oggetto del consiglio comunale era una “comunicazione” da parte della sindaca, del vicesindaco e dell’assessore competente e non prevedeva, ripeto, alcuna votazione o mozione di sfiducia. I consiglieri di maggioranza sono stati informati della gravità della situazione solo il 12 giugno, in occasione di un gruppo di maggioranza convocato d’urgenza, senza Odg, mentre da quanto è emerso dai comunicati di Asp e dell’Unione il tema della chiusura temporanea della Cra e del conseguente trasferimento momentaneo degli ospiti era già stato affrontato da mesi, senza alcuna informativa al gruppo. In qualità di capogruppo, ricordando che la proprietà della struttura è in capo al Comune, perché non vi è mai stato un conferimento dell’immobile ad Asp, ho chiesto all’amministrazione se al rifiuto della proposta di Asp fosse stata individuata una soluzione alternativa percorribile, decisione che il gruppo di maggioranza può avallare ma che deve essere predisposta dall’amministrazione. Mi è stato più volte risposto che non era responsabilità dell’amministrazione trovare una soluzione».
«A questo punto – ha proseguito Zannoni – per provare a risolvere, è stato richiesto formalmente, verificabile poiché agli atti, un tavolo di confronto tra amministrazione e Pd, l’espressione politica che ha sostenuto l’elezione della sindaca. Tale incontro è stato rifiutato, pregiudicando qualsiasi possibilità di dialogo e di intervento. La lotta per difendere un servizio si traduce nell’appendere uno striscione fuori dal Comune e nell’opporsi a qualsiasi confronto per individuare una soluzione? Per difendere gli ospiti della struttura bisogna garantire il servizio, senza Asp qual è l’alternativa dell’amministrazione per garantire le prestazioni socio sanitarie? Io sto ancora aspettando una risposta. Questa teatralizzazione della politica, che strumentalizza i problemi senza risolverli, non mi appartiene e non troverà mai il mio sostegno». —
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