I carabinieri sparano per fermare la maxi rissa
Scazzottata a colpi di roncola e piede di porco all’interno della carrozzeria di via Torino 4, quattro persone arrestate
rubiera. Pugni, calci, fendenti con una roncola affilata e appuntita, colpi a suon di piede di porco e poi urla, un paio di teste spaccate, sangue a fiotti. E tutto questo davanti agli occhi di una pattuglia di carabinieri che ha cercato in ogni modo di bloccare i quattro energumeni, buttandosi in mezzo alla rissa, tentando di separarli ma senza risultato. Alla fine un militare è stato costretto ad avvicinarsi alla porta d’ingresso, estrarre la pistola d’ordinanza e a sparare un colpo in aria. Solo a quel punto i quattro uomini si sono fermati. E le manette sono scattate.
La maxi rissa è avvenuta verso le 20 di giovedì sera, all’interno della carrozzeria Kia Car di via Torino 4, nella zona industriale del paese, tra il titolare dell’officina Ali Ihsan Kesmez, 51 anni, turco d’origine, suo figlio di 26 anni, entrambi residenti a San Martino in Rio, e due clienti Edmont Dedaj, 46 anni di Rubiera, e Raffaele Uccello, 57 anni di Modena.
Un pestaggio – due i feriti con prognosi di 7 e 10 giorni e parecchi punti di sutura in testa – che ha avuto un prologo.
È stato infatti il carrozziere a chiedere, poco prima, l’intervento della pattuglia, per una lite scoppiata tra gli stessi protagonisti della successiva scazzottata, nata perché non si erano trovati d’accordo sul prezzo di una riparazione di un’auto. Una lite decisamente accesa visto che da una parte e dall’altra sono spuntate, a un certo punto, le pistole – successivamente trovate e sequestrate dai militari – risultate poi essere scacciacani.
La pattuglia di carabinieri è arrivata in via Torino ma la rissa è scoppiata ugualmente. Mentre i militari ascoltavano la versione del carrozziere, in officina è arrivato un furgone da dove sono scesi Uccello e Dedaj che, su di giri, hanno iniziato a raccontare di aver avuto una discussione, poco prima, con il carrozziere e il figlio per i costi della riparazione. Improvvisamente i toni si sono alzati e dalle parole i quattro sono passati alle mani. E nel parapiglia generale sono volate botte da orbi con l’uso di qualsiasi oggetto fosse presente in carrozzeria e capitasse sotto le loro mani.
Le ripetute intimazioni a fermarsi non sono servite a calmare gli animi dei quattro, impegnati a darsele di santa ragione, e neppure lo spray al peperoncino, usato dai carabinieri come ultima risorsa, ha sortito alcun effetto.
Ma siccome la situazione rischiava di sfuggire di mano e già uno dei contendenti, per un brutto colpo ricevuto in testa, sanguinava copiosamente, uno dei militari ha deciso che era arrivato il momento di usare le maniere forti: si è avvicinato all’ingresso della carrozzeria e, dopo essersi assicurato dell’assenza di persone e intimato per l’ennesima volta ai quattro di fermarsi, ha sparato un colpo in aria con la pistola d’ordinanza. In quell’istante ogni violenza è cessata e i carabinieri hanno potuto mettere in sicurezza i quattro contendenti in attesa dell’arrivo di rinforzi.
Dopo aver assicurato le cure ai feriti e proceduto agli arresti, i militari hanno effettuato la perquisizione in cerca delle armi: una pistola a salve è stata trovata nel bidone dell’immondizia della carrozzeria e una pistola ad aria compressa nell’abitazione di Edmont Dedaj. —
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