«Permesso di soggiorno alle donne che fuggono dalle nozze combinate»
NOVELLARA. Parte la campagna di Telefono Rosa, l’associazione fondata nel 1988 per aiutare le donne vittime di violenza, per garantire anche alle giovani donne che rifiutano il matrimonio combinato di avere il permesso di soggiorno indipendentemente dai familiari. Un caso non previsto dal testo unico sull’immigrazione.
«Saman era stata inserita in una casa rifugio – spiegano le donne di telefono Rosa –. Secondo le nuove disposizioni di legge in caso di violenza una donna può avere il permesso di soggiorno indipendentemente da qualsiasi familiare. Questo non è stato possibile per lei perché, come individuato dalla nostra vicepresidente, avvocata Antonella Faieta, nell’articolo 18 bis del testo unico sull’immigrazione non è stato inserito il matrimonio forzato». Questo ha impedito che a Saman venisse rilasciato un permesso di soggiorno «che le consentisse di sottrarsi alla violenza. Saman non ha potuto avere i documenti ed è stata costretta a tornare a casa per recuperarli. È stata uccisa. Potevamo evitarlo? Sicuramente sì. Da oggi – concludono – il Telefono Rosa inizierà una battaglia, affinché questa voragine sia colmata al più presto». Lanciano un appello a tutti i parlamentari perché «non ignorino la nostra denuncia». —
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