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il bilancio 

Ricoveri quasi a zero ma preoccupa la variante Delta

L. G.

Svuotati i reparti Covid di Rianimazione e Semintensiva mentre restano alti gli accessi al pronto soccorso e c’è allarme per la mutazione del virus

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reggio emilia. Da un lato i reparti dell’ospedale che sono quasi completamente “Covid free”, dall’altro la pressione sul pronto soccorso che non accenna a diminuire e l’apprensione per la variante Delta, che «quasi sicuramente è già presente nel territorio».

È un bilancio settimanale dolce nell’immediato e agrodolce in prospettiva quello presentato ieri mattina dai dirigenti dell’Ausl di Reggio Emilia Cristina Marchesi, direttrice generale, Nicoletta Natalini, direttrice sanitaria e Giorgio Mazzi, direttore del presidio ospedaliero. «Il pronto soccorso ha viaggiato su una media di accessi elevata – spiega Mazzi – circa 450 al giorno, mentre attualmente su 37 posti letto Covid ne è occupato solo il 10 per cento, ovvero quattro pazienti ricoverati in Malattie infettive. Vuoti invece i reparti di Terapia intensiva e Semintensiva».

Al momento, prosegue il medico, «si può affermare che l’impatto ospedaliero della pandemia si è praticamente azzerato dopo nove lunghi mesi di difficoltà durante e l’impegno degli operatori, che hanno lavorato instancabilmente. I dati ci confortano ma non possiamo ancora parlare di un ritorno alla normalità. Certo siamo sollevati per la situazione attuale dopo 250 giorni di attenzione pubblica polarizzata sulla pandemia. Ora però la quotidianità è diventata pronto soccorso affollati e reparti che ospitano tante persone con altre patologie che sono uscite per tanto tempo dal campo visivo. Ed è a loro che dobbiamo dedicare risposte e le nostre migliori competenze professionali».

D’altro canto, conferma la Marchesi, non si può stare del tutto sereni né abbassare la guardia: «Le informazioni che arrivano dall’estero, e da Russia e Gran Bretagna in particolare, ci preoccupano e su questo c’è poco da aggiungere. Esortiamo le persone, come facciamo ogni volta da un anno e mezzo, a osservare comportamenti corretti perché solo questo può darci una mano. La nostra regione sta sequenziano una serie idi campioni e la prossima settimana avremo un quadro della diffusone della variante Delta, ma il fatto che si stia sviluppando ovunque e si stia sostituendo alla inglese fa pensare che avremo sicuramente dei casi anche nella nostra provincia».

L’immediato «va bene», precisa la dirigente, «ma è la prospettiva che ci allarma. L’estate è un momento molto sensibile e lo abbiamo visto anche lo scorso anno. È il periodo delle vacanze, dei viaggi in pullman e degli spostamenti, basta guardare cosa è successo a Maiorca (con il maxi focolaio di giovani da oltre mille casi, ndr) e in Inghilterra durante le partite. È quanto mai fondamentale tenere le mascherine anche all’aperto se ci sono assembramenti».

A bilanciare vi è però la campagna vaccinale, che nel complesso sta procedendo a ritmi piuttosto spediti. Ieri pomeriggio erano 315.111 i reggiani che avevano ricevuto almeno una dose di vaccino anti Covid, di cui 163mila quelli che avevano completato il ciclo di immunizzazione. «Una copertura che riteniamo buona – commenta la Natalini – anche se resta ancora una certa percentuale di popolazione che non si vuole vaccinare. Non dimentichiamo che il vaccino è importantissimo per combattere la pandemia e per contrastare anche la diffusione della variante Delta».

Gli studi più recenti infatti, conclude la Marchesi, «stanno dando risultati molto promettenti su quest’ultimo aspetto». —

L. G.

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