Certificazione verde, vacanze nel caos
Thomas Bassi, titolare di Rediviaggi, denuncia: «Penalizzato chi va all’estero e in Italia, per l’estate, è già tutto esaurito»
Ambra Prati
REGGIO EMILIA. È stato descritto dal governo come un lasciapassare quasi taumaturgico, in grado di restituirci la libertà di movimento e di viaggio almeno in Europa. Stiamo parlando della certificazione verde, comprovante l’avvenuta vaccinazione o la guarigione dal Covid, entrata in vigore dal primo luglio.
In realtà, mentre già nei primi due giorni si sono registrate code chilometriche e caos negli aeroporti, le agenzie di viaggi reggiane denunciano il persistere della babele di regole all’interno dei confini europei che di fatto scoraggiano addetti ai lavori e clientela dall’azzardare una meta vacanziera fuori dalla penisola.
Penisola che peraltro registra un rincaro dei prezzi e il tutto esaurito, almeno per agosto. «Siamo stati subissati di telefonate per richieste di informazioni – ha spiegato Thomas Bassi, titolare della Rediviaggi di Poviglio –. Il primo giorno abbiamo pubblicato sulla nostra pagina Facebook quanto scritto dall’Ansa e dal Corriere della Sera ma non abbiamo ricevuto comunicazioni e al momento sappiamo ben poco. Stiamo lavorando in queste condizioni. I reggiani ci pongono molte domande ma spesso non siamo in grado di rispondere o comunque parliamo solo dei viaggi organizzati da noi. Perché altrimenti è impossibile tenere il passo a normative che cambiano di settimana in settimana».
Le istruzioni ufficiali riferiscono che per ottenere la certificazione verde occorre aver ricevuto la seconda dose del vaccino valido dopo quindici giorni o essere guariti dal Covid. Ma in realtà la necessità di un tampone molecolare o antigenico non è affatto archiviata. «Il problema per chi prende un aereo è tornare in Italia – prosegue Bassi –. Finora per farlo è sempre stato obbligatorio il tampone. Teoricamente con il green pass non ce ne sarà più bisogno ma è tutto da verificare. Un esempio: quest’estate abbiamo programmato solo un breve tour in Austria in agosto, scoprendo che per chi dorme in quello Stato per una notte basta il tampone antigienico (rapido) in farmacia, mentre se si resta due notti (era il nostro caso) serve il tampone molecolare».
La settimana scorsa invece «si è concluso un tour di gruppo in Svizzera: all’andata è bastato registrarsi sul sito elvetico e generare un Qr code, mentre al rientro in Italia abbiamo dovuto organizzare il tampone antigenico in farmacia a tutti i clienti il venerdì prima della partenza».
In conclusione, secondo Bassi, «non si capisce nulla. Ogni nazione ha la sua interpretazione. I voli intercontinentali sono azzerati, per assurdo andare in Egitto o alle Maldive per turismo è proibito mentre se si prenota individualmente si può partire. I pochi clienti che ci chiedono di andare all’estero scelgono nazioni vicine ed economiche, come Grecia e Spagna, dove comunque le prenotazioni sono scese del 90 per cento rispetto all’era pre-Covid».
Il risultato è che «ci stiamo muovendo sull’Italia, con grosse difficoltà perché per agosto è già tutto esaurito e di conseguenza i costi registrano un’impennata considerevole». —
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