Gazzetta di Reggio

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l’omicidio di via stalingrado 

Il gip conferma la custodia in carcere per Milan Racz

Il gip conferma la custodia in carcere per Milan Racz

Il provvedimento gli è stato notificato ieri alla Spezia  È in prigione dal 18 giugno, quando è stato fermato al porto

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REGGIO EMILIA. Resta in carcere Milan Racz, il 34enne slovacco accusato di aver ucciso il 51enne Aniello Iazzetta nella sua abitazione in via Stalingrado 3, una laterale di via Fratelli Cervi.

Lo ha deciso il gip del tribunale reggiano che, a seguito delle indagini dei carabinieri reggiani sull’omicidio avvenuto lo scorso 12 giugno, ha emesso una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del 34enne.

Il provvedimento gli è stato notificato ieri mattina nel carcere della Spezia, dove l’uomo è rinchiuso dal 18 giugno. Il giorno dopo il ritrovamento del corpo di Iazzetta, infatti, Racz è stato fermato dai militari al porto della città ligure, in compagnia della fidanzata, mentre si stavano per imbarcare, con tutta probabilità, per la Francia. Racz è accusato di omicidio aggravato dai futili motivi e dall’aver agito con crudeltà (Iazzetta è stato ritrovato con il cranio e la faccia spappolati, e un occhio sfondato) nonché di furto (il 34enne ha rubato il cellulare da 30 euro e le chiavi di casa della vittima). Risulta invece indagata per il solo favoreggiamento personale la compagna ucraina di 42 anni.

Il corpo senza vita di Iazzetta è stato trovato tre giorni dopo l’omicidio dal vicino che con lui condivideva il bagno. Non avendo sue notizie da qualche giorno, è entrato nella sua stanza trovandolo riverso sul letto, senza vita. Immediata la richiesta di intervento al 112 e l’arrivo in forze dei carabinieri.

I rilievi della Scientifica dell’Arma, eseguiti sia sul cadavere sia nei vari ambienti interni, hanno subito evidenziato come la causa della morte del 51enne fosse riconducibile a una violenta colluttazione, con numerosi traumi al volto e palesi fratture alla scatola cranica.

Numerose le tracce ematiche presenti su tutte le pareti di casa, soprattutto su quella adiacente il bagno, nonostante un evidente tentativo di ripulirle grossolanamente per non lasciare indizi.

Ma questo accorgimento non è servito: 48 ore dopo il ritrovamento del corpo, i carabinieri sono risaliti a Milan Racz e l’hanno arrestato mentre stava per imbarcarsi nel porto della Spezia. —

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